Sicurezza macchine

Sicurezza Macchine

Analisi Rischio Macchinari

GT Engineering è una società specializzata in Analisi del Rischio, elaborazione del Fascicolo Tecnico e Marcatura CE di macchinari
Nell'industria pesante, è attiva nelle Acciaierie e Laminatoi: ha esguito analisi e messa in sicurezza di Colate continue dell'acciaio, come anche gabbie di laminazione e placche di evacuazione. E' membro del CEN TC 305, comitato tecnico che elabora le norme di tipo C per Acciaierie e Laminatoi.
I settori spaziano dal più tradizionale Tessile fino a nuove tecnologie come i sistemi di Sputtering o polverizzazione catodica usati nell'industria dei semiconduttori.

I suoi tecnici partecipano ai comitati tecnici dell'UNI e del CEI che trattano le normative pertinenti alla direttiva macchine. Partecipano inoltre ai lavori internazionali dell'ISO TC 199 (CEN TC 114) per la stesura e revisione delle norme ISO relative alla sicurezza macchine. 

Sono infine nel gruppo di lavoro internazionale IEC per la stesura e revisione della norme per il bordo macchine IEC 60204-1.

Approfondimenti
Brexit e marchio UKCA
Come nasce una norma ISO?
High vs Low Demand
IL RESET È UNA FUNZIONE DI SICUREZZA?
Il VECCHIO e il NUOVO APPROCCIO alla MARCATURA CE
L'UE renderà le Norme Armonizzate obbligatorie?
Le norme armonizzate di tipo A, B, C
L’impiego di interruttori differenziali di tipo B
Marcatura CE per macchinari autocostruiti
Modifiche sostanziali e immissione sul mercato di una macchina
Necessità o meno del blocco porta
Qual è il colore del cavo del "comune" di un trasformatore?
Terminologia delle Norme Tecniche
Un Basic Safety Standard si deve applicare alle macchine? Il caso del cavo di terra funzionale di colore rosa
Dichiarazione di Conformità CE
FUNZIONI DI ARRESTO
Guida 2019 alla Direttiva Macchine 2006/42/CE
LA SICUREZZA NON È DATABILE
MANUALE DI ISTRUZIONI
Marcatura CE dei quadri elettrici
Pulsanti di emergenza e la funzione di arresto
Spazio Protetto - Safeguarded Space
TURCHIA – MARCATURA CE
Nuova Direttiva Macchine e le Quasi Macchine, Guida 2019
Legislazione UE
Direttiva Macchine 2006/42/CE: Introduzione
Direttiva Macchine 2006/42/CE: Documentazione
Direttiva Macchine: Il Principio Alarp
Le Norme Armonizzate
Perchè la Sicurezza Macchine è così importante?
"Visto e piaciuto"
Scale a pioli: i dispositivi anticaduta
Sicurezza Macchine per la colata continua dell'acciaio
Lavoro a velocità ridotta o a forza ridotta
Norma quadri bordo macchina, EN60204-1 EN61439-2

Tra le funzioni di un macchinario, quella dei pulsanti di emergenza e dell’arresto di emergenza è probabilmente quella che salta più all’occhio; non è tuttavia la più semplice da comprendere.

La norma di riferimento è la UNI EN ISO 13850, la cui ultima edizione è del novembre 2015: “Sicurezza del Macchinario – Funzione di arresto di emergenza – Principi di progettazione”. L’edizione precedente è del 2008.

La definizione è la seguente (§3.1): “Funzione prevista per evitare al loro sorgere o ridurre i pericoli esistenti per le persone, i danni al macchinario o alla lavorazione in corso; e essere attivata mediante una singola azione umana”.

Nel presente articolo si chiariscono alcuni aspetti importanti; si rimanda alla lettura della normativa UNI EN ISO 13850, al fine di comprendere tutte le prescrizioni necessarie ad una corretta implementazione della funzione. 

A partire dal 1° gennaio 2021, giorno di entrata in vigore della Brexit, il Regno Unito esce ufficialmente dall’Unione Europea; la marcatura UKCA va a sostituire la precedente marcatura CE sul territorio della Gran Bretagna (Inghilterra, Galles e Scozia). La tabella seguente chiarisce la terminologia che verrà utilizzata riguardo alla suddivisione legislativa delle Isole Britanniche.  
L'elaborazione di una nuova norma ISO prevede la successione di sei fasi: (10) FASE DI PROPOSTA: siamo all'inizio; il primo vero documento si chiama New Work Item Proposal (NWIP) e viene sottoposto al voto della commissione. La persona incaricata come Responsabile del progetto viene nominata nel Form. Possibili complicazioni riguardo al copyright, ai brevetti o alla valutazione della conformità, dovrebbero essere sollevate in questa fase iniziale. Questa fase può essere saltata per le revisioni e gli emendamenti agli standard ISO già pubblicati. (20) FASE PREPARATORIA: Di solito viene istituito un gruppo di lavoro (WG) per preparare la cosiddetta bozza di lavoro (WD). Il gruppo di lavoro è composto da esperti e da un Convenor (solitamente il Responsabile del progetto). Durante questa fase, gli esperti continuano a cercare questioni relative a copyright, brevetti e valutazione della conformità. I successivi WD possono essere messi in circolazione fino a quando gli esperti non
Sicurezza macchine

IL DUBBIO: Cosa significa che il sistema di sicurezza funziona in High Demand o in Low Demand e perché è importante conoscerlo?

CONSIDERAZIONI: Usando un'analogia con la mobilità urbana, le caratteristiche di un'auto che viene usata ogni giorno dovrebbero essere diverse da quelle di un'auto usata una volta ogni quattro anni. In entrambi i casi stiamo cercando un'auto affidabile; se non specifichiamo che vogliamo usare l'auto ogni quattro anni è probabile che quando entriamo nell'auto dopo che è stata parcheggiata nel nostro garage per quattro anni e proviamo ad avviarla, essa si guasta, per esempio, perché la batteria è scarica.

Questi sono i motivi per cui i sistemi di sicurezza si dividono in 2 categorie:

  • Sistemi di sicurezza in High Demand (alta richiesta)
  • Sistemi di sicurezza in Low demand (bassa richiesta)

Nella Sicurezza di Processo la maggior parte dei sistemi di sicurezza strumentali (SIF) sono poco richiesti, ovvero intervengono raramente. Consideriamo ad esempio un sensore ad alta pressione di un serbatoio che chiuderà il gas in ingresso. Solitamente è presente un sistema di controllo che mantiene la pressione all’interno di un determinato range. Generalmente gli allarmi vengono generati prima che la soglia di alta pressione scatti. Se il processo è continuo, il pressostato potrebbe non intervenire mai oppure potrebbe succedere che intervenga una volta ogni 4 anni. Quale garanzia abbiamo che dopo 4 anni il pressostato sia ancora funzionante?

Nelle Macchine, quando ci occupiamo di cancelli interbloccati che vengono aperti, per esempio, una volta al giorno, siamo nel campo dei sistemi di controllo di sicurezza ad alta richiesta (SCS). Il fatto di attivare l'interblocco di sicurezza ogni giorno è di per sé un test diagnostico per verificare che il componente sia ancora correttamente funzionante. Nel caso in cui utilizziamo 2 interblocchi sullo stesso cancello, possiamo ipotizzare un guasto tra due attivazioni (una oggi e l'altra domani) poiché l'accumulo di guasti è improbabile. Questo non è il caso del nostro interruttore ad alta pressione attivato ogni quattro anni!

Questa è, in sostanza, la ragione per cui i "due mondi" corrono in parallelo e hanno approcci molto diversi.

La norma di riferimento per le applicazioni in Low Demand è la IEC 61511:

IEC 61511-1: 2016. Functional safety - Safety instrumented systems for the process industry sector - Part 1: Framework, definitions, system, hardware and application programming requirements

IEC 61511-2: 2016. Functional safety - Safety instrumented systems for the process industry sector - Part 2: Guidelines for the application of IEC 61511-1:2016

IEC 61511-3: 2016. Functional safety - Safety instrumented systems for the process industry sector - Part 3: Guidance for the determination of the required safety integrity levels

Mentre, per l'High Demand, le due norme di riferimento sono: IEC 62061 e ISO 13849-1:

IEC 62061: 2005. Safety of machinery - Functional safety of safety-related electrical, electronic and programmable electronic control systems

[13]: ISO 13849-1:2015 - Safety of machinery — Safety-related parts of control systems — Part 1: General principles for design

[14]: ISO 13849-2:2012 - Safety of machinery — Safety-related parts of control systems — Part 2: Validation

Queste ultime due norme sono in fase di revisione e, nel 2021, entrambe le nuove edizioni vedranno la luce.

La ISO 13849-1 si occupa e si occuperà in futuro solo di parti del sistema di controllo (SRP/CS) relative alla sicurezza in High Demand (alta richiesta).

Nel comitato tecnico che scrive la IEC 62061 (a cui GT Engineering partecipa a livello internazionale) c'è la volontà di considerare anche le applicazioni in Low Demand (bassa richiesta); non perché vogliamo "competere" con la IEC 61511, ma perché nelle Macchine il costruttore può trovare situazioni in cui la macchina ha sistemi di sicurezza sia ad alta che a bassa richiesta.

Immaginate un forno per il trattamento termico con termocoppie ad alta temperatura che proteggono la camera nel caso in cui la temperatura superi quella di progetto. Quel Sottosistema di Sicurezza funziona sicuramente in Low Demand, non è possibile utilizzare solamente le regole della ISO 13849-1: si dovrebbero utilizzare altre metodologie o fare ulteriori considerazioni.

CONCLUSIONI:

La distinzione tra applicazioni di sicurezza ad alta e bassa richiesta è importante, specialmente per i macchinari. Quando si analizza ogni circuito di sicurezza, bisogna pensare sempre a quanto spesso sarà utilizzato o attivato. Se è almeno una volta alla settimana, si può ragionare in termini di High Demand e non è necessario fare altre considerazioni. Per una frequenza inferiore a questa, è necessario pensare a manutenzioni e verifiche aggiuntive. Per frequenze inferiori a una volta all'anno, è necessario utilizzare l'approccio della IEC 61511.

IL DUBBIO:
Il pulsante di RESET in una macchina deve essere gestito da un modulo di sicurezza o può essere uno dei numerosi ingressi del PLC di automazione?
La domanda può essere riscritta in modo più corretto chiedendo se il RESET è una funzione di sicurezza.

Storicamente la legislazione dell'UE sui prodotti si è evoluta attraverso quattro fasi principali:          l'approccio tradizionale, o «vecchio approccio», con testi dettagliati contenenti tutti i necessari requisiti tecnici e amministrativi; il «nuovo approccio», formulato nel 1985, che limitava il contenuto della legislazione a «requisiti essenziali» lasciando la definizione dei dettagli tecnici a norme armonizzate europee. Questo a sua volta ha determinato lo sviluppo di una politica europea di normazione a sostegno della legislazione; lo sviluppo di strumenti per la valutazione della conformità, resi necessari dall'attuazione dei vari atti di armonizzazione dell'Unione, del nuovo e del vecchio approccio; il «nuovo quadro legislativo» (2), adottato nel luglio 2008 e basato sul nuovo approccio, che ha completato il quadro legislativo generale con tutti gli elementi necessari ai fini dell'efficacia in termini di valutazione della conformità, accreditamento e
Fin dalla loro ideazione, le Norme Armonizzate sono state delle direttive tecniche di applicazione facoltativa, utilizzabili dai costruttori per certificare i propri prodotti. recenti sviluppi giudiziari potrebbero però modificare il valore di questi standard e l'intero processo europeo di creazione delle norme.

Le norme armonizzate svolgono un ruolo importante nella legislazione dell'UE per la marcatura CE dei macchinari. L'ISO classifica le oltre 800 norme tecniche internazionali armonizzate alla Direttiva Macchine in 3 categorie:

  • Norme di tipo A o norme di sicurezza di base. Forniscono concetti di base, principi per la progettazione e aspetti generali che possono essere applicati alle macchine.
  • Norme di tipo B onorme di sicurezza generiche. Trattano un aspetto di sicurezza o un tipo di protezione che può essere utilizzato su una vasta gamma di macchinari;
  • Norme di tipo C o norme di sicurezza delle macchine. Trattano i requisiti di sicurezza dettagliati per una particolare macchina o gruppo di macchine.

Molte volte vi è confusione sull'obbligo o meno di interruttori differenziali di tipo B a protezione di linee in cui vengono impiegati azionamenti a velocità variabile per il controllo di motori asincroni: chiariamo ogni dubbio!

IL DUBBIO: Se un dipendente costruisce un macchinario per essere utilizzato all'interno della propria azienda, il macchinario deve essere marcarto CE?

CONSIDERAZIONI:
Prima di tutto chiariamo due concetti fondamentali:

1- IMMISSIONE SUL MERCATO

Per "Immissione sul mercato" si intende la prima messa a disposizione nella Comunità Europea, a titolo oneroso o gratuito, di una macchina o di una quasi-macchina in vista del suo utilizzo o della sua distribuzione (nel caso di vendita);

2 - MESSA IN SERVIZIO

Per "messa in servizio" si intende la prima utilizzazione, ai fini previsti, nella Comunità, di una macchina oggetto della presente Direttiva;

Sono concetti importanti in quanto, prima di farlo, il macchinario deve essere marcato CE o, in altri termini, dichiarato sicuro.

1. Prima di immettere un macchinario sul mercato e/o di metterlo in servizio, il fabbricante o il suo mandatario:
a) si assicura che esso soddisfi i pertinenti requisiti essenziali di sicurezza e di tutela della salute definiti  nell'allegato I;
b) si assicura che sia disponibile il fascicolo tecnico definito nell'allegato VII, parte A;
c) fornire, in particolare, le informazioni necessarie, quali le istruzioni;
d) espletare le procedure appropriate per la valutazione della conformità ai sensi dell'articolo 12;
e) redigere la dichiarazione CE di conformità ai sensi dell'allegato II, parte 1, sezione A e assicurarsi che essa accompagni la macchina;
f) apporre la marcatura "CE" ai sensi dell'articolo 16.

Se un dipendente costruisce una macchina per i suoi dipendenti, non ha intenzione di vendere la macchina, ma la metterà in servizio. Prima di farlo, deve marchiarla con il marchio CE! Di seguito il chiarimento nella Guida CE:

La Direttiva Macchine si applica alle macchine quando vengono immesse sul mercato e/o messe in servizio. Le macchine immesse sul mercato nell'UE vengono messe in servizio quando vengono utilizzate per la prima volta nell'UE. Ciò si applica alle macchine nuove che vengono completate e collaudate presso il sito dell'utente (può essere definita "fabbricazione in situ"), comprese sia le macchine che l'utente stesso ha costruito o che sono state costruite per lui da un altro.

CONCLUSIONI:

Un dipendente che costruisce un macchinario per uso proprio nella propria fabbrica deve apporre il marchio CE. Ciò significa che la macchina deve essere conforme a tutte le norme tecniche applicabili armonizzate alla direttiva sulle macchine.

Per immissione sul mercato si intende

La prima messa a disposizione sul mercato dell'Unione europea, a titolo oneroso o gratuito, di una macchina o di un componente di sicurezza per la sua distribuzione o impiego. Si considerano altresì immessi sul mercato la macchina o il componente di sicurezza messi a disposizione dopo aver subito modifiche costruttive non rientranti nella ordinaria o straordinaria manutenzione (articolo 1, comma 3 del D.P.R. 24 luglio 1996, n. 459).

Le macchine immesse sul mercato prima del 21/09/1996, devono rispettare i requisiti generali di sicurezza riportati nell’Allegato V del D.Lgs.81/2008, secondo quanto prescritto dall’articolo 70 comma 2 del D.Lgs.81/2008 e ne deve essere attestata la rispettiva conformità e rispondenza ai sensi dell’art. 11 comma 1 del D.P.R. 459/1996 e del D.lgs. 81/2008 all’atto della re-immissione sul mercato. All’articolo 11 del D.P.R. 459 si legge:

Fatto salvo l'art. 1, comma 3, in caso di modifiche costruttive, chiunque venda, noleggi o conceda in uso o in locazione finanziaria macchine o componenti di sicurezza già immessi sul mercato o già in servizio alla data di entrata in vigore del presente regolamento e privi di marcatura CE, deve attestare, sotto la propria responsabilità, che gli stessi sono conformi, al momento della consegna a chi acquisti, riceva in uso, noleggio o locazione finanziaria, alla legislazione previgente alla data di entrata in vigore del presente regolamento.

Le macchine immesse sul mercato in Italia dopo il 21/09/1996 alla data di entrata in vigore del D.P.R. 24 luglio 1996, n. 459 (normativa di recepimento della prima Direttiva 98/37/CE denominata “Direttiva Macchine”) e successivamente dopo il 06/03/2010 alla data di entrata in vigore del Decreto Legislativo 27 gennaio 2010, n. 17 (recepimento della vigente Direttiva 2006/42/CE, la cosiddetta “nuova Direttiva Macchine”), devono essere conformi ai requisiti di sicurezza applicabili alla macchina, all’atto dell’immissione sul mercato. 

Nel secondo caso, l’effettiva conformità o meno della macchina alle direttive di riferimento che ne consentono la marcatura CE, spetta al fabbricante o al suo mandatario che immette la macchina sul mercato che sia rispondente ai requisiti essenziali di sicurezza (RES).
Tuttavia, tra gli obblighi del Datore di lavoro vi è quello di mettere a disposizione dei lavoratori delle macchine conformi al sopra citato art. 70 del D.Lgs. 81/2008 e quindi quello di mettere a disposizione dei lavoratori, macchine e attrezzature di lavoro sicure che siano effettivamente conformi e non che siano semplicemente marcate CE, individuando le eventuali non conformità o carenze attraverso una specifica valutazione dei rischi delle macchine. Un semplice esame visivo generale e di verifica della presenza della targa di identificazione della marcatura CE non è garanzia di assoluta sicurezza della macchina. Dunque prima di metterle a disposizione dei lavoratori, il Datore di lavoro è tenuto ad effettuare una verifica del livello di sicurezza delle macchine al fine di poterne garantire un utilizzo sicuro da parte degli operatori (Verifica dei vizi palesi).

Le modifiche apportate alle macchine quali definite all’articolo 1, comma 2, del decreto del Presidente della Repubblica 24 luglio 1996, n. 459(N), per migliorarne le condizioni di sicurezza in rapporto alle previsioni del comma 1, ovvero del comma 4, lettera a), numero 3) non configurano come nuova immissione sul mercato ai sensi dell’articolo 1, comma 3, secondo periodo, sempre che non comportino modifiche delle modalità di utilizzo e delle prestazioni previste dal costruttore.

Per quanto riguarda le macchine costruite in data antecedente al 21/09/1996 o non marcate CE, nel caso di modifica sostanziale (interventi che vadano oltre alla straordinaria e ordinaria manutenzione), o che siano utilizzate secondo un utilizzo non previsto dal Fabbricante iniziale, richiedono un processo di certificazione che porti alla nuova marcatura CE ai sensi della Direttiva Macchine 2006/42/CE, o nel caso di mantenimento delle caratteristiche funzionali originarie già previste, adeguando comunque le macchine stesse ai requisiti generali di sicurezza di cui all’Allegato V del D.Lgs. 81/2008.
 

Il sezionamento elettrico di un quadro di automazione e la necessità del blocco porta sono argomenti fortemente dibattuti e non ancora pienamente compresi: facciamo chiarezza.

IL DUBBIO: La maggior parte di noi sa che è l’azzurro il colore del neutro all’interno dei quadri industriali. Il dubbio è quale sia il colore del “conduttore comune” sul secondario dei trasformatori di potenza e di comando.

 

CONSIDERAZIONI: Per chiarire la questione è importante capire quando un conduttore può essere definito neutro o no.

 

La norma IEC 60455 ci aiuta in questo:

[IEC 60445:2018] 3.8 CONDUTTORE DI NEUTRO: conduttore collegato elettricamente ad un punto neutro e in grado di contribuire alla distribuzione dell’energia elettrica.

La stessa definizione è presente nella IEC 60204-1, Articolo 3.1.42

Da questa definizione ne deriva che il neutro è solamente il conduttore collegato al punto comune di un trasformatore di media/bassa tensione.

Quando un trasformatore è all’interno di un quadro elettrico, il neutro non è usato per distribuire energia elettrica ma a prese di corrente o a sistemi di controllo. Per questo motivo il colore non deve essere azzurro ma nero se si tratta di un trasformatore di potenza o rosso se si tratta di un trasformatore di controllo.

Siete nuovi nel mondo delle Norme Tecniche per i macchinari industriali e vi sentite un po' confusi a causa della terminologia utilizzata?

IEC 60204-1 VS IEC 60445: cavo di terra funzionale giallo verde VS cavo di terra funzionale rosa.

Il costruttore di macchinari, prima di immettere sul mercato e/o mettere in servizio una macchina deve redigere la Dichiarazione CE di conformità in accordo alla Direttiva 2006/42/CE.  Quando un macchinario, che rientra nell’ambito di applicazione della Direttiva Macchine,  ha un'alimentazione elettrica entro i limiti di tensione della Direttiva Bassa tensione (tra 50 e 1000 V - corrente alternata o tra 75 e 1500 V - corrente continua), deve soddisfare gli obiettivi di sicurezza previsti dalla Direttiva Bassa Tensione. Tuttavia, la Dichiarazione di conformità CE non deve fare riferimento alla Direttiva Bassa Tensione.  Nell’Allegato I della Direttiva 2006/42/CE si legge:  1.5.1. Energia elettrica  “Se la macchina è alimentata con energia elettrica, essa deve essere progettata, costruita ed equipaggiata in modo da prevenire o da consentire di prevenire tutti i pericoli dovuti all'energia elettrica. Gli obiettivi di sicurezza fissati dalla direttiva 73/23/CEE si applicano all
Sicurezza macchine

 

Secondo la EN 60204-1 “Sicurezza del macchinario - Equipaggiamento elettrico delle macchine Parte 1: Regole generali”,

esistono tre categorie di funzioni di arresto:

– Categoria di arresto 0: arresto mediante rimozione immediata dell'alimentazione di potenza agli attuatori di macchina (per es. arresto non controllato); 

– Categoria di arresto 1: arresto controllato mantenendo l'alimentazione di potenza agli attuatori di macchina fino all'arresto, e rimuovendo poi la potenza ad arresto avvenuto; 

– Categoria di arresto 2: arresto controllato mantenendo l’alimentazione di potenza agli attuatori di macchina.

Queste tre categorie sono riprese da varie normative speficihe legate alla sicurezza come la ISO 13850 e la IEC 61800-5-2.

  L’aggiornamento della guida alla Direttiva Macchine 2006/42/EC, denominato Edizione 2.2  è stato pubblicato con data Ottobre 2019. L'aggiornamento contiene una serie di chiarimenti e correzioni ai concetti di "componenti di sicurezza" e " quasi macchine" e alcune modifiche per garantire la coerenza con la Guida alla Direttiva Bassa Tensione. Ci sono inoltre due nuovi paragrafi riguardanti le unità di controllo dei macchinari (§417) e i componenti di sicurezza che sono considerati unità logiche (§418). Nella sezione Allegati di questa pagina è possibile scaricare la Guida 2019 alla Nuova Direttiva Macchine 2006/42/CE.  
IL DUBBIO Uno dei dubbi che vediamo ricorrere spesso è se i datori di lavoro sono tenuti ad aggiornare alla normativa di sicurezza, un macchinario acquistato marcato CE.   CONSIDERAZIONI La responsabilità del fabbricante della macchina è di fare in modo che sia conforme ai requisiti legislativi applicabili al momento della sua immissione sul mercato o della sua messa in servizio. Sarà poi compito dell’utilizzatore della macchina mantenere in efficienza ed aggiornare, in funzione dell’evoluzione dello stato dell’arte in materia, le misure di sicurezza adottate sulla macchina. In sostanza, anche se un macchinario è CE acquistato per esempio nel 2000 e la normativa sulla sicurezza (macchinari) è cambiata, è responsabilità del datore di lavoro aggiornare il macchinario alla nuova normativa. È chiaro che la cosa è pesante per il datore di lavoro, purtroppo questo è come la pensa il legislatore. Vediamolo con alcuni riferimenti: Gli interventi effettuati sulle macchine dall’utilizzat
Sicurezza macchine

IL DUBBIO

Spesso il costruttore ha dubbi su cosa debba essere indicato nel manuale d’uso e manutenzione.
Uno degli aspetti che vediamo ricorre spesso è se è necessario riportare la lista dei ricambi. Che obbligo ha il costruttore a tale riguardo? 

CONSIDERAZIONI

La redazione del Manuale d’Istruzioni di una macchina è un obbligo del Fabbricante. Il punto 1.7.4 della Direttiva Macchine 2006/42/CE tratta gli obblighi da soddisfare riguardo le Istruzioni per l’uso, prima che la macchina sia immessa sul mercato e/o messa in servizio. 
Il RESS 1.7.4.2 dettaglia il contenuto delle Istruzioni per l'uso in sicurezza della macchina. Alla lettera t) si legge che il Manuale deve contenere: 

t) le specifiche dei pezzi di ricambio da utilizzare, se incidono sulla salute e la sicurezza degli operatori;

Nella Linea Guida della Direttiva 2006/42/CE, si definisce quanto segue:

“La sezione 1.7.4.2 (t) si riferisce alle informazioni sui pezzi di ricambio. In generale, la fornitura di pezzi di ricambio e la fornitura di un elenco di pezzi di ricambio non sono coperti dalle disposizioni della direttiva macchine ed è quindi una questione di accordo contrattuale tra il produttore e l'utente. Tuttavia, laddove le parti soggette a usura debbano essere sostituite al fine di proteggere la salute e la sicurezza degli utenti, le specifiche dei pezzi di ricambio appropriati devono essere riportate nelle istruzioni. 

Esempi di tali pezzi di ricambio includono:
− i ripari dei dispositivi amovibili di trasmissione meccanica;
− i ripari flessibili soggetti a usura e logorio;
− i filtri per gli impianti di aerazione dei posti di lavoro; 
− i componenti di carico sulle macchine di sollevamento;
− i ripari e i sistemi di fissaggio utilizzati per il contenimento di oggetti o elementi della macchina soggetti a proiezione”.

CONCLUSIONE
Si conclude quindi che, riportare la lista di ricambio nel Manuale d’Uso è obbligatorio se si tratta di parti soggette a usura e che possono mettere in pericolo la sicurezza.

Il marchio CE indica la conformità di un prodotto a tutte le direttive emesse dall'Unione Europea, applicabile al prodotto stesso.  Per quanto riguarda i quadri Bordo Macchina, questi ricadono, in generale, sotto la Direttiva Bassa Tensione (2014/35/UE) e Compatibilità Elettromagnetica (2014/30/UE). Sempre restando in tema di quadri elettrici, quando un costruttore marca CE un quadro, dichiara in sostanza che questo non provocherà danni a terzi causati da Incendio, Contatti Indiretti o Contatti Diretti; nessuna responsabilità per la sicurezza del macchinario che il quadro alimenta. Le norme normalmente citate nella dichiarazione di conformità UE sono la EN 60204-1 e la EN IEC 61439-2. Il marchio CE è posto sui prodotti che sono messi sul mercato nello Spazio Economico Europeo (SEE) e in Turchia, sia che siano stati fabbricati nel SEE, in Turchia o in altri paesi. Il marchio CE è un indicatore chiave della conformità di un prodotto alla legislazione europea e consente la libera ci
Tra le funzioni di un macchinario, quella dei pulsanti di emergenza e dell’arresto di emergenza è probabilmente quella che salta più all’occhio; non è tuttavia la più semplice da comprendere. La norma di riferimento è la UNI EN ISO 13850, la cui ultima edizione è del novembre 2015: “Sicurezza del Macchinario – Funzione di arresto di emergenza – Principi di progettazione”. L’edizione precedente è del 2008. La definizione è la seguente (§3.1): “Funzione prevista per evitare al loro sorgere o ridurre i pericoli esistenti per le persone, i danni al macchinario o alla lavorazione in corso; e essere attivata mediante una singola azione umana”. Nel presente articolo si chiariscono alcuni aspetti importanti; si rimanda alla lettura della normativa UNI EN ISO 13850, al fine di comprendere tutte le prescrizioni necessarie ad una corretta implementazione della funzione. 
La sicurezza dei macchinari ha spesso a che fare con 2 aree:  -    Un’area sicura, libera da pericoli -    Un’area pericolosa Storicamente, il termine usato, nella Norma EN 12100, per identificare l’area pericolosa era “Zona di Pericolo (Hazard Zone)” 3.11 Zona di pericolo (zona pericolosa): tutti gli spazi, all’interno e/o attorno al macchinario, in cui una persona può essere esposta a un pericolo. Collegato al concetto di zona pericolosa è il termine “Spazio Protetto” e “Mezzo di Protezione”. Definizioni secondo EN 12100 3.26 Mezzo di protezione: riparo o dispositivo di protezione 3.21 Protezione: misura di protezione che utilizza mezzi di protezione per proteggere le persone dai pericoli che non possono essere ragionevolmente eliminati dai rischi che non possono essere sufficientemente ridotti mediante misure di protezione integrate nella progettazione. Le protezioni (per esempio interblocchi, tappeti sensibili, ripari fissi..) sono utilizzati per separare l’area sicura dalla zona d
IL DUBBIO Il costruttore spesso si pone domande riguardo la libera circolazione delle macchine in Paesi extra- UE.  Uno dei dubbi che vediamo ricorre spesso è se per la Turchia si applicano gli stessi principi dell'UE.  CONSIDERAZIONI La Direttiva Macchine si applica alle macchine o quasi-macchine immesse sul mercato dell'UE. Non si applica ai prodotti fabbricati nell'UE al fine di essere immessi sul mercato o messi in servizio in paesi extra-UE, sebbene alcuni di questi paesi possano avere normative nazionali basate sulla Direttiva Macchine, o accettare sul loro mercato macchine conformi alla Direttiva Esistono infatti paesi al di fuori della EU, come la Turchia, che consentono la libera circolazione in caso il macchinario riporti il marchio CE.  Nella Linea Guida della Direttiva 2006/42/CE, si definisce quanto segue: "Ai sensi dell'Accordo sullo Spazio economico europeo (SEE) , le macchine che sono conformi alla direttiva macchine beneficiano della libera circolaz
Pubblicata a ottobre 2019 la nuova edizione della Guida alla Nuova Direttiva Macchine 2006/42/CE. La versione inglese è scaricabile dal link accanto. Uno degli aspetti che hanno cercato di chiarire nella Guida alla Nuova Direttiva Macchine è quello legato alle quasi macchine. La definizione è semplice: ‘partly completed machinery’ means an assembly which is almost machinery but which cannot in itself perform a specific application. L’esempio classico è un robot. Questo viene costruito da ABB, Yaskawa, Fanuc o altri costruttori e venduto ad un integratore, il quale lo programma per la specifica applicazione e lo inserisce in una unità produttiva. Il Robot non nasce per una specifica applicazione, ma lo diviene una volta che viene programmato dall’integratore. Il costruttore del Robot rilascia una Dichiarazione di Incorporazione di Quasi Macchina all’integratore, il quale, dopo aver inserito il robot nella nuova unità produttiva (fatta da altri macchinari CE per esempio), marca CE l
La legislazione UE primaria è costituita dal Trattato di Roma del 1957, revisionato nel corso degli anni, fino al 2007 con il Trattato di Lisbona. Esiste tuttavia anche una legislazione secondaria, dipendente dai Trattati precedentemente citati e composta dalle Direttive e dai Regolamenti. I Regolamenti (Regulations) sono legislazione dell’UE direttamente applicabile e obbligatoria in tutti gli Stati membri senza bisogno di ulteriore legislazione nazionale. Le Direttive (Directives) sono legislazione dell’UE che vincolano gli Stati membri agli obiettivi da raggiungere entro un certo periodo. Esse lasciano alle autorità nazionali le decisioni relative ai modi e i mezzi da utilizzare per raggiungerli. Le Direttive devono essere recepite nella struttura legislativa nazionale. Le Direttive si distinguono in Direttive di Prodotto (o Verticali) e Direttive per la sicurezza nei luoghi di lavoro (o Orizzontali). Le Delibere (Decisions), vincolanti per coloro a cui sono indirizzate, sono sem
La Direttiva Macchine ha la funzione di: garantire la libera circolazione di macchinari nel mercato europeo; garantire un elevato livello di sicurezza per gli utilizzatori e le altre persone esposte; promuovere l’integrazione della sicurezza nella progettazione, ovvero affrontare i temi della macchina sicura, in fase di concezione del prodotto. La Direttiva contiene 29 articoli e 12 allegati ed è rivolta agli Stati Membri, i quali sono obbligati ad implementarne i requisiti nella legislazione nazionale.
La Direttiva Macchine indica quali sono i documenti necessari che il produttore deve redigere al fine di dimostrare la conformità del proprio prodotto con i requisiti normativi. La documentazione richiesta dalla Direttiva Macchine comprende: Fascicolo Tecnico (che comprende descrizioni tecniche del macchinario, disegni, documenti sulla valutazione dei rischi, rapporti tecnici e certificati rilevanti) Documentazione Tecnica per le Quasi Macchine (con medesima funzione del “Fascicolo Tecnico” delle macchine, essa indica i disegni e la valutazione dei rischi) Dichiarazione di Conformità (costituisce la certificazione legale che la macchina è conforme con quanto previsto dalla Direttiva Macchine) Dichiarazione di Incorporazione (una “dichiarazione di non-conformità” per le quasi macchine sprovviste della Marcatura CE) La Marcatura CE vera e propria Istruzioni, Manuale d’Uso e Manutenzione      
Il Principio Alarp riconosce tre grandi categorie di rischi: 1. Rischio trascurabile: Largamente accettato dalla maggior parte delle persone in quanto vi si incorre normalmente nella vita di tutti i giorni. Questa categoria di rischi include la possibilità di essere colpiti da un fulmine o avere un guasto ai freni dell'automobile. 2. Rischio Tollerabile: Si preferirebbe non avere questo rischio, ma lo si tollera in vista dei benefici che si possono ottenere accettandolo. Il costo in termini di denaro è bilnciato dalla scala del rischio e si accetta un compromesso. Questa categoria di rischio si può applicare ad esempio al viaggio in auto, accettiamo che possano accadere incidenti ma facciamo del nostro meglio per minimizzare le probabilità che avvenga un disastro. Si può fare la stessa condiderazione per il bungee jumping? 3. Rischio Non Accetabile: Il rischio è talmente alto che non si è disposti a correrlo. Le perdite superano di gran lunga i benefici che si avrebero dall'ac
Gli standard in Europa risalgono alla fine del 1800. La Commissione Elettrotecnica Internazionale (lEC) è stata fondata nel 1906 per stabilire le specifiche di sicurezza per i prodotti energetici ed elettrici e proteggere i consumatori e l'ambiente. Le norme lEC sono preparate con la consultazione di comitati tecnici (TC) in oltre ottanta paesi. Questi comitati sono rappresentati da molte parti interessate, tra cui, ma non solo, produttori, autorità, organismi notificati e gruppi di consumatori. Un altro obiettivo del lEC è quello di fornire un riferimento comune per il commercio internazionale attraverso le norme. Questo obiettivo di un insieme di norme universalmente riconosciute sta rapidamente diventando una realtà per l'accettazione dei prodotti in tutto il mondo. Il concetto di Conformità Europea (marchio CE) ruota attorno alle norme europee armonizzate, intese come requisiti minimi per la progettazione e la valutazione dei prodotti. Il rigoroso rispetto di queste specif
La Sicurezza Macchine è probabilmente il principale mezzo in grado di ridurre il numero di morti e infortuni sul posto di lavoro. Nell'Unione Europea, secondo i dati del 2008 della Commissione Europea, i macchinari sono stati causa di più di 300.000 infortuni, portando ad oltre 3 giorni di blocco della produzione. In Cina, il 30% degli infortuni trattati nei dipartimenti di emergenza negli ospedali, sono connessi ad incidenti con i macchinari (dati del 2011). In USA, ci sono 65.000 infortuni l'anno con conseguente impossibilità di proseguire i lavori per numerosi giorni, mentre in Canada circa 15.000 l'anno. In fine, in Australia, nel 2013, ci sono stati 3.500 ricoveri in ospedale causati da incidenti con macchinari. La sicurezza macchine è applicata al meglio durante la fase di progettazione e sviluppo del macchinario. È per questo motivo che le più efficaci legislazioni identificano nel costruttore la principale figura che garantisce la sicurezza dei suoi prodotti: esse
La frase "Visto e Piaciuto" si usa ancora oggi nelle fatture di acquisto di macchinari usati. Sta ad indicare che chi vende non si assume alcuna responsabilità sulla sicurezza del macchinario. Il suo utilizzo è stato per così dire consolidato all'introduzione della prima direttiva macchine 98/37/CE con l'emissione del DPR 459 del 1996. All'interno di tale decreto vi era la "traduzione" del testo della Direttiva, la quale si applicava però a macchinari di nuova costruzione. Per tutti quelli che erano già in servizio, il legislatore ha pensato bene a introdurre l'Articolo 11, che così recitava: Art. 11. - Norme finali e transitorie l. Fatto salvo l'art, 1. comma 3, in caso di modifiche costruttive, chiunque venda, noleggi o conceda in uso o in locazione finanziaria macchine o componenti di sicurezza già immessi sul mercato o già in servizio alla data di entrata in vigore del presente regolamento e privi di marcatura CE, deve attestare, sotto la propria responsabili
I principali dispositivi di protezione anticaduta per le scale a pioli sono due: La gabbia di sicurezza; Il dispositivo anticaduta di tipo guidato su linea di ancoraggio rigida (abbinato ad imbracatura scorrevole). La norma a cui fare riferimento per questo tema è la EN ISO 14122-4.  In caso di un’altezza complessiva di caduta superiore ai 3 metri, la scala deve essere provvista di un dispositivo di protezione contro le cadute. Ciò che viene specificato nella norma è che, in generale, è preferibile adottare come misura di protezione la gabbia di sicurezza a meno che questo non sia possibile, a causa ad esempio di spazi troppo ristretti che ne impediscono l'installazione. Il motivo di tale scelta è legato al fatto che un non corretto utilizzo dell'imbracatura, piuttosto che una inadeguatezza strutturale della scala, potrebbe non fornire una protezione dalla caduta. La gabbia di sicurezza, d'altro canto, garantisce una sicurezza permanente, indipendentemente dal comport
L’idea del colaggio continuo dei metalli si può far risalire ai primi dell’800, mentre l’applicazione industriale è iniziata almeno un secolo dopo. La crescita massiccia di impianti di colata continua, al posto dei classici impianti per colaggio in lingotti, avviene tra gli anni 60 e 70. Indicativamente la colata continua copre il 90% della produzione mondiale di acciaio. L’incremento degli impianti di colata continua è dovuto, oltre alla sostituzione dei tradizionali impianti di colaggio in lingotti, alla nascita dei mini-mills. Per mini-mills si intende l’acciaieria da forno elettrico per il colaggio di billette. Tali impianti sono di piccole dimensioni (migliaia di tonnellate l’anno) rispetto agli impianti integrali con gli alti forni. In Italia la zona di Brescia è famosa per la gran quantità di mini-mills. La sicurezza di Macchine ed Equipaggiamenti per la colata continua dell'acciaio ha una norma di tipo C di riferimento: EN 14753 molto precisa su diversi aspetti della sicure

Negli anni il processo che permette di valutare i rischi e intraprendere azioni correttive è stato perfezionato e documentato in diversi standard. 
Una caratteristica importante dei metodi di riduzione del rischio proposti dalle norme riguarda la riduzione dei livelli di energia. Quando possibile, l’accesso ad un’area segregata deve essere effettuato ad energia zero attraverso l'eliminazione e l'isolamento di energia pericolosa (metodo preferito per ridurre il rischio). Tuttavia, alcune attività richiedono l'energizzazione parziale o totale per essere eseguite e per far funzionare elementi delle macchine con dispositivi di protezione disabilitati. Per queste specifiche attività, le modalità operative a energia ridotta sono un modo per ridurre il rischio per l'operatore o il personale di manutenzione.

Alcuni tipi di macchine sono soggette a norme che definiscono con precisione le modalità operative, sia in termini di valori di energia ridotta che di altre condizioni supplementari da soddisfare.
Molte altre invece, non sono coperte da uno standard specifico e pertento i produttori potrebbero non sapere quale soglia utilizzare.

Qui di seguito si riportano alcuni valori tratti dalle norme tecniche, raggruppati nel modo seguente:

- Velocità (mm / s): da utilizzare in caso di oggetti che si muovono a velocità costante (braccio del robot).

- Forza (N): in caso di pressione costante senza accellerazione dell'elemento.

- Energia Cinetica (J): da utilizzare in caso di oggetti che si muovono a velocità maggiore (cancello/protezione che cade da una certa altezza).

- Pressione (N / cm2): nel caso in cui determinate parti del corpo siano soggette al possibile danno.

IL DUBBIO I costruttori di macchine e in particolare di quadri bordo macchina spesso si chiedono a quale Norma debbano fare riferimento per realizzare un quadro conforme. Esistono infatti due scuole di pensiero: chi ritiene che sia applicabile solo la EN 60204-1: Sicurezza del macchinario – Equipaggiamento elettrico delle macchine – Parte 1: Regole generali e chi invece ritiene sia applicabile interamente anche la EN 61439-2: Apparecchiature assiemate di protezione e di manovra per bassa tensione (quadri BT) – Parte 2: Quadri di potenza.  CONSIDERAZIONI Il dubbio è lecito in quanto attualmente nessuna delle due Norme può essere identificata come la Norma di prodotto dei quadri bordo macchina.  La Norma EN 61439-2 è la norma di prodotto dei quadri di distribuzione in Bassa Tensione; mentre la EN 60204-1 fornisce invece le prescrizioni e le raccomandazioni relative all’equipaggiamento elettrico delle macchine in modo da perseguire:  -    La sicurezza delle persone e dei beni;  -    La c