Sicurezza macchine

Sicurezza Macchine

Analisi Rischio Macchinari

GT Engineering è una società specializzata in Analisi del Rischio, elaborazione del Fascicolo Tecnico e Marcatura CE di macchinari
Nell'industria pesante, è attiva nelle Acciaierie e Laminatoi: ha esguito analisi e messa in sicurezza di Colate continue dell'acciaio, come anche gabbie di laminazione e placche di evacuazione. E' membro del CEN TC 305, comitato tecnico che elabora le norme di tipo C per Acciaierie e Laminatoi.
I settori spaziano dal più tradizionale Tessile fino a nuove tecnologie come i sistemi di Sputtering o polverizzazione catodica usati nell'industria dei semiconduttori.

I suoi tecnici partecipano ai comitati tecnici dell'UNI e del CEI che trattano le normative pertinenti alla direttiva macchine. Partecipano inoltre ai lavori internazionali dell'ISO TC 199 (CEN TC 114) per la stesura e revisione delle norme ISO relative alla sicurezza macchine. 

Sono infine nel gruppo di lavoro internazionale IEC per la stesura e revisione della norme per il bordo macchine IEC 60204-1.

Approfondimenti
Dichiarazione di Conformità CE
FUNZIONI DI ARRESTO
MANUALE DI ISTRUZIONI
Marcatura CE dei quadri elettrici
Pulsanti di emergenza e la funzione di arresto
Spazio Protetto - Safeguarded Space
TURCHIA – MARCATURA CE
Nuova Direttiva Macchine e le Quasi Macchine, Guida 2017
Legislazione UE
Direttiva Macchine 2006/42/CE: Introduzione
Direttiva Macchine 2006/42/CE: Documentazione
Direttiva Macchine: Il Principio Alarp
Le Norme Armonizzate
Perchè la Sicurezza Macchine è così importante?
"Visto e piaciuto"
Scale a pioli: dispositivi anticaduta
Sicurezza Macchine per la colata continua dell'acciaio
Lavoro a velocità ridotta o a forza ridotta

Tra le funzioni di un macchinario, quella dei pulsanti di emergenza e dell’arresto di emergenza è probabilmente quella che salta più all’occhio; non è tuttavia la più semplice da comprendere.

La norma di riferimento è la UNI EN ISO 13850, la cui ultima edizione è del novembre 2015: “Sicurezza del Macchinario – Funzione di arresto di emergenza – Principi di progettazione”. L’edizione precedente è del 2008.

La definizione è la seguente (§3.1): “Funzione prevista per evitare al loro sorgere o ridurre i pericoli esistenti per le persone, i danni al macchinario o alla lavorazione in corso; e essere attivata mediante una singola azione umana”.

Nel presente articolo si chiariscono alcuni aspetti importanti; si rimanda alla lettura della normativa UNI EN ISO 13850, al fine di comprendere tutte le prescrizioni necessarie ad una corretta implementazione della funzione. 

Il costruttore di macchinari, prima di immettere sul mercato e/o mettere in servizio una macchina deve redigere la Dichiarazione CE di conformità in accordo alla Direttiva 2006/42/CE.  Quando un macchinario, che rientra nell’ambito di applicazione della Direttiva Macchine,  ha un'alimentazione elettrica entro i limiti di tensione della Direttiva Bassa tensione (tra 50 e 1000 V - corrente alternata o tra 75 e 1500 V - corrente continua), deve soddisfare gli obiettivi di sicurezza previsti dalla Direttiva Bassa Tensione. Tuttavia, la Dichiarazione di conformità CE non deve fare riferimento alla Direttiva Bassa Tensione.  Nell’Allegato I della Direttiva 2006/42/CE si legge:  1.5.1. Energia elettrica  “Se la macchina è alimentata con energia elettrica, essa deve essere progettata, costruita ed equipaggiata in modo da prevenire o da consentire di prevenire tutti i pericoli dovuti all'energia elettrica. Gli obiettivi di sicurezza fissati dalla direttiva 73/23/CEE si applicano all
Sicurezza macchine

 

Secondo la EN 60204-1 “Sicurezza del macchinario - Equipaggiamento elettrico delle macchine Parte 1: Regole generali”,

esistono tre categorie di funzioni di arresto:

– Categoria di arresto 0: arresto mediante rimozione immediata dell'alimentazione di potenza agli attuatori di macchina (per es. arresto non controllato); 

– Categoria di arresto 1: arresto controllato mantenendo l'alimentazione di potenza agli attuatori di macchina fino all'arresto, e rimuovendo poi la potenza ad arresto avvenuto; 

– Categoria di arresto 2: arresto controllato mantenendo l’alimentazione di potenza agli attuatori di macchina.

Queste tre categorie sono riprese da varie normative speficihe legate alla sicurezza come la ISO 13850 e la IEC 61800-5-2.

Sicurezza macchine

IL DUBBIO

Spesso il costruttore ha dubbi su cosa debba essere indicato nel manuale d’uso e manutenzione.
Uno degli aspetti che vediamo ricorre spesso è se è necessario riportare la lista dei ricambi. Che obbligo ha il costruttore a tale riguardo? 

CONSIDERAZIONI

La redazione del Manuale d’Istruzioni di una macchina è un obbligo del Fabbricante. Il punto 1.7.4 della Direttiva Macchine 2006/42/CE tratta gli obblighi da soddisfare riguardo le Istruzioni per l’uso, prima che la macchina sia immessa sul mercato e/o messa in servizio. 
Il RESS 1.7.4.2 dettaglia il contenuto delle Istruzioni per l'uso in sicurezza della macchina. Alla lettera t) si legge che il Manuale deve contenere: 

t) le specifiche dei pezzi di ricambio da utilizzare, se incidono sulla salute e la sicurezza degli operatori;

Nella Linea Guida della Direttiva 2006/42/CE, si definisce quanto segue:

“La sezione 1.7.4.2 (t) si riferisce alle informazioni sui pezzi di ricambio. In generale, la fornitura di pezzi di ricambio e la fornitura di un elenco di pezzi di ricambio non sono coperti dalle disposizioni della direttiva macchine ed è quindi una questione di accordo contrattuale tra il produttore e l'utente. Tuttavia, laddove le parti soggette a usura debbano essere sostituite al fine di proteggere la salute e la sicurezza degli utenti, le specifiche dei pezzi di ricambio appropriati devono essere riportate nelle istruzioni. 

Esempi di tali pezzi di ricambio includono:
− i ripari dei dispositivi amovibili di trasmissione meccanica;
− i ripari flessibili soggetti a usura e logorio;
− i filtri per gli impianti di aerazione dei posti di lavoro; 
− i componenti di carico sulle macchine di sollevamento;
− i ripari e i sistemi di fissaggio utilizzati per il contenimento di oggetti o elementi della macchina soggetti a proiezione”.

CONCLUSIONE
Si conclude quindi che, riportare la lista di ricambio nel Manuale d’Uso è obbligatorio se si tratta di parti soggette a usura e che possono mettere in pericolo la sicurezza.

Il marchio CE indica la conformità di un prodotto a tutte le direttive emesse dall'Unione Europea, applicabile al prodotto stesso.  Per quanto riguarda i quadri Bordo Macchina, questi ricadono, in generale, sotto la Direttiva Bassa Tensione (2014/35/UE) e Compatibilità Elettromagnetica (2014/30/UE). Sempre restando in tema di quadri elettrici, quando un costruttore marca CE un quadro, dichiara in sostanza che questo non provocherà danni a terzi causati da Incendio, Contatti Indiretti o Contatti Diretti; nessuna responsabilità per la sicurezza del macchinario che il quadro alimenta. Le norme normalmente citate nella dichiarazione di conformità UE sono la EN 60204-1 e la EN IEC 61439-2. Il marchio CE è posto sui prodotti che sono messi sul mercato nello Spazio Economico Europeo (SEE) e in Turchia, sia che siano stati fabbricati nel SEE, in Turchia o in altri paesi. Il marchio CE è un indicatore chiave della conformità di un prodotto alla legislazione europea e consente la libera ci
Tra le funzioni di un macchinario, quella dei pulsanti di emergenza e dell’arresto di emergenza è probabilmente quella che salta più all’occhio; non è tuttavia la più semplice da comprendere. La norma di riferimento è la UNI EN ISO 13850, la cui ultima edizione è del novembre 2015: “Sicurezza del Macchinario – Funzione di arresto di emergenza – Principi di progettazione”. L’edizione precedente è del 2008. La definizione è la seguente (§3.1): “Funzione prevista per evitare al loro sorgere o ridurre i pericoli esistenti per le persone, i danni al macchinario o alla lavorazione in corso; e essere attivata mediante una singola azione umana”. Nel presente articolo si chiariscono alcuni aspetti importanti; si rimanda alla lettura della normativa UNI EN ISO 13850, al fine di comprendere tutte le prescrizioni necessarie ad una corretta implementazione della funzione. 
La sicurezza dei macchinari ha spesso a che fare con 2 aree:  -    Un’area sicura, libera da pericoli -    Un’area pericolosa Storicamente, il termine usato, nella Norma EN 12100, per identificare l’area pericolosa era “Zona di Pericolo (Hazard Zone)” 3.11 Zona di pericolo (zona pericolosa): tutti gli spazi, all’interno e/o attorno al macchinario, in cui una persona può essere esposta a un pericolo. Collegato al concetto di zona pericolosa è il termine “Spazio Protetto” e “Mezzo di Protezione”. Definizioni secondo EN 12100 3.26 Mezzo di protezione: riparo o dispositivo di protezione 3.21 Protezione: misura di protezione che utilizza mezzi di protezione per proteggere le persone dai pericoli che non possono essere ragionevolmente eliminati dai rischi che non possono essere sufficientemente ridotti mediante misure di protezione integrate nella progettazione. Le protezioni (per esempio interblocchi, tappeti sensibili, ripari fissi..) sono utilizzati per separare l’area sicura dalla zona d
IL DUBBIO Il costruttore spesso si pone domande riguardo la libera circolazione delle macchine in Paesi extra- UE.  Uno dei dubbi che vediamo ricorre spesso è se per la Turchia si applicano gli stessi principi dell'UE.  CONSIDERAZIONI La Direttiva Macchine si applica alle macchine o quasi-macchine immesse sul mercato dell'UE. Non si applica ai prodotti fabbricati nell'UE al fine di essere immessi sul mercato o messi in servizio in paesi extra-UE, sebbene alcuni di questi paesi possano avere normative nazionali basate sulla Direttiva Macchine, o accettare sul loro mercato macchine conformi alla Direttiva Esistono infatti paesi al di fuori della EU, come la Turchia, che consentono la libera circolazione in caso il macchinario riporti il marchio CE.  Nella Linea Guida della Direttiva 2006/42/CE, si definisce quanto segue: "Ai sensi dell'Accordo sullo Spazio economico europeo (SEE) , le macchine che sono conformi alla direttiva macchine beneficiano della libera circolaz
Pubblicata a luglio 2017 la nuova edizione della Guida alla Nuova Direttiva Macchine 2006/42/CE. La versione inglese è scaricabile dal link accanto. Uno degli aspetti che hanno cercato di chiarire nella Guida alla Nuova Direttiva Macchine è quello legato alle quasi macchine. La definizione è semplice: ‘partly completed machinery’ means an assembly which is almost machinery but which cannot in itself perform a specific application. L’esempio classico è un robot. Questo viene costruito da ABB, Yaskawa, Fanuc o altri costruttori e venduto ad un integratore, il quale lo programma per la specifica applicazione e lo inserisce in una unità produttiva. Il Robot non nasce per una specifica applicazione, ma lo diviene una volta che viene programmato dall’integratore. Il costruttore del Robot rilascia una Dichiarazione di Incorporazione di Quasi Macchina all’integratore, il quale, dopo aver inserito il robot nella nuova unità produttiva (fatta da altri macchinari CE per esempio), marca CE l’
La legislazione UE primaria è costituita dal Trattato di Roma del 1957, revisionato nel corso degli anni, fino al 2007 con il Trattato di Lisbona. Esiste tuttavia anche una legislazione secondaria, dipendente dai Trattati precedentemente citati e composta dalle Direttive e dai Regolamenti. I Regolamenti (Regulations) sono legislazione dell’UE direttamente applicabile e obbligatoria in tutti gli Stati membri senza bisogno di ulteriore legislazione nazionale. Le Direttive (Directives) sono legislazione dell’UE che vincolano gli Stati membri agli obiettivi da raggiungere entro un certo periodo. Esse lasciano alle autorità nazionali le decisioni relative ai modi e i mezzi da utilizzare per raggiungerli. Le Direttive devono essere recepite nella struttura legislativa nazionale. Le Direttive si distinguono in Direttive di Prodotto (o Verticali) e Direttive per la sicurezza nei luoghi di lavoro (o Orizzontali). Le Delibere (Decisions), vincolanti per coloro a cui sono indirizzate, sono sem
La Direttiva Macchine ha la funzione di: garantire la libera circolazione di macchinari nel mercato europeo; garantire un elevato livello di sicurezza per gli utilizzatori e le altre persone esposte; promuovere l’integrazione della sicurezza nella progettazione, ovvero affrontare i temi della macchina sicura, in fase di concezione del prodotto. La Direttiva contiene 29 articoli e 12 allegati ed è rivolta agli Stati Membri, i quali sono obbligati ad implementarne i requisiti nella legislazione nazionale.
La Direttiva Macchine indica quali sono i documenti necessari che il produttore deve redigere al fine di dimostrare la conformità del proprio prodotto con i requisiti normativi. La documentazione richiesta dalla Direttiva Macchine comprende: Fascicolo Tecnico (che comprende descrizioni tecniche del macchinario, disegni, documenti sulla valutazione dei rischi, rapporti tecnici e certificati rilevanti) Documentazione Tecnica per le Quasi Macchine (con medesima funzione del “Fascicolo Tecnico” delle macchine, essa indica i disegni e la valutazione dei rischi) Dichiarazione di Conformità (costituisce la certificazione legale che la macchina è conforme con quanto previsto dalla Direttiva Macchine) Dichiarazione di Incorporazione (una “dichiarazione di non-conformità” per le quasi macchine sprovviste della Marcatura CE) La Marcatura CE vera e propria Istruzioni, Manuale d’Uso e Manutenzione      
Il Principio Alarp riconosce tre grandi categorie di rischi: 1. Rischio trascurabile: Largamente accettato dalla maggior parte delle persone in quanto vi si incorre normalmente nella vita di tutti i giorni. Questa categoria di rischi include la possibilità di essere colpiti da un fulmine o avere un guasto ai freni dell'automobile. 2. Rischio Tollerabile: Si preferirebbe non avere questo rischio, ma lo si tollera in vista dei benefici che si possono ottenere accettandolo. Il costo in termini di denaro è bilnciato dalla scala del rischio e si accetta un compromesso. Questa categoria di rischio si può applicare ad esempio al viaggio in auto, accettiamo che possano accadere incidenti ma facciamo del nostro meglio per minimizzare le probabilità che avvenga un disastro. Si può fare la stessa condiderazione per il bungee jumping? 3. Rischio Non Accetabile: Il rischio è talmente alto che non si è disposti a correrlo. Le perdite superano di gran lunga i benefici che si avrebero dall'ac
Si tratta di standard che supportano una o più Direttive di Prodotto, redatti dal CEN o dal CENELEC su mandato della Commissione Europea e pubblicati sulla Gazzetta Ufficiale della Commissione Europea (OJ of the European Commission). In seguito di ciò, un utilizzatore di tale standard può rivendicare la presunzione di conformità nei confronti dei RES di una specifica direttiva. Infatti, mentre le direttive di prodotto affermano i requisiti essenziali, gli standard armonizzati identificano le modalità tecniche da attuare al fine di rispettare tali requisiti. Le norme europee legate alla sicurezza macchine si dividono in norme fondamentali di sicurezza (norme di tipo A), norme di sicurezza comuni a gruppi (norme di tipo B1 e B2) e norme che riguardano tipi specifici di macchine (norme di tipo C). l principi generali di progettazione e i concetti fondamentali delle norme di tipo A, come p. es. EN ISO 12100, sono vincolanti per tutte le macchine. Esse contengono istruzioni per determinar
La Sicurezza Macchine è probabilmente il principale mezzo in grado di ridurre il numero di morti e infortuni sul posto di lavoro. Nell'Unione Europea, secondo i dati del 2008 della Commissione Europea, i macchinari sono stati causa di più di 300.000 infortuni, portando ad oltre 3 giorni di blocco della produzione. In Cina, il 30% degli infortuni trattati nei dipartimenti di emergenza negli ospedali, sono connessi ad incidenti con i macchinari (dati del 2011). In USA, ci sono 65.000 infortuni l'anno con conseguente impossibilità di proseguire i lavori per numerosi giorni, mentre in Canada circa 15.000 l'anno. In fine, in Australia, nel 2013, ci sono stati 3.500 ricoveri in ospedale causati da incidenti con macchinari. La sicurezza macchine è applicata al meglio durante la fase di progettazione e sviluppo del macchinario. È per questo motivo che le più efficaci legislazioni identificano nel costruttore la principale figura che garantisce la sicurezza dei suoi prodotti: esse
La frase "Visto e Piaciuto" si usa ancora oggi nelle fatture di acquisto di macchinari usati. Sta ad indicare che chi vende non si assume alcuna responsabilità sulla sicurezza del macchinario. Il suo utilizzo è stato per così dire consolidato all'introduzione della prima direttiva macchine 98/37/CE con l'emissione del DPR 459 del 1996. All'interno di tale decreto vi era la "traduzione" del testo della Direttiva, la quale si applicava però a macchinari di nuova costruzione. Per tutti quelli che erano già in servizio, il legislatore ha pensato bene a introdurre l'Articolo 11, che così recitava: Art. 11. - Norme finali e transitorie l. Fatto salvo l'art, 1. comma 3, in caso di modifiche costruttive, chiunque venda, noleggi o conceda in uso o in locazione finanziaria macchine o componenti di sicurezza già immessi sul mercato o già in servizio alla data di entrata in vigore del presente regolamento e privi di marcatura CE, deve attestare, sotto la propria responsabili
I principali mezzi di protezione anticaduta per le scale a pioli sono due: La gabbia di sicurezza; L'imbracatura scorrevole. La norma a cui fare riferimento per questo tema è la ISO EN 14122-4. Ciò che viene specificato nella norma è che, in generale, è preferible adottare come misura di protezione la gabbia di sicurezza a meno che questo non sia possibile, a causa ad esempio di spazi troppo ristretti che ne impediscono l'installazione. Il motivo di tale scelta, è legato al fatto che un non corretto utilizzo dell'imbracatura, piuttosto che una inadeguatezza strutturale della scala potrebbe non fornire una protezione dalla caduta. La gabbia di sicurezza, d'altro canto, garantisce una sicurezza permanente, indipendentemente dal comportamento dell'operaore, purchè essa sia a norma (vedi figura in basso). Tuttavia, un corretto utilizzo dell'imbracatura, associata quindi ad una scala di per sè a norma ed a personale ben addestrato, è in grado di arrestare la c
L’idea del colaggio continuo dei metalli si può far risalire ai primi dell’800, mentre l’applicazione industriale è iniziata almeno un secolo dopo. La crescita massiccia di impianti di colata continua, al posto dei classici impianti per colaggio in lingotti, avviene tra gli anni 60 e 70. Indicativamente la colata continua copre il 90% della produzione mondiale di acciaio. L’incremento degli impianti di colata continua è dovuto, oltre alla sostituzione dei tradizionali impianti di colaggio in lingotti, alla nascita dei mini-mills. Per mini-mills si intende l’acciaieria da forno elettrico per il colaggio di billette. Tali impianti sono di piccole dimensioni (migliaia di tonnellate l’anno) rispetto agli impianti integrali con gli alti forni. In Italia la zona di Brescia è famosa per la gran quantità di mini-mills. La sicurezza di Macchine ed Equipaggiamenti per la colata continua dell'acciaio ha una norma di tipo C di riferimento: EN 14753 molto precisa su diversi aspetti della sicure

Negli anni il processo che permette di valutare i rischi e intraprendere azioni correttive è stato perfezionato e documentato in diversi standard. 
Una caratteristica importante dei metodi di riduzione del rischio proposti dalle norme riguarda la riduzione dei livelli di energia. Quando possibile, l’accesso ad un’area segregata deve essere effettuato ad energia zero attraverso l'eliminazione e l'isolamento di energia pericolosa (metodo preferito per ridurre il rischio). Tuttavia, alcune attività richiedono l'energizzazione parziale o totale per essere eseguite e per far funzionare elementi delle macchine con dispositivi di protezione disabilitati. Per queste specifiche attività, le modalità operative a energia ridotta sono un modo per ridurre il rischio per l'operatore o il personale di manutenzione.

Alcuni tipi di macchine sono soggette a norme che definiscono con precisione le modalità operative, sia in termini di valori di energia ridotta che di altre condizioni supplementari da soddisfare.
Molte altre invece, non sono coperte da uno standard specifico e pertento i produttori potrebbero non sapere quale soglia utilizzare.

Qui di seguito si riportano alcuni valori tratti dalle norme tecniche, raggruppati nel modo seguente:

- Velocità (mm / s): da utilizzare in caso di oggetti che si muovono a velocità costante (braccio del robot).

- Forza (N): in caso di pressione costante senza accellerazione dell'elemento.

- Energia Cinetica (J): da utilizzare in caso di oggetti che si muovono a velocità maggiore (cancello/protezione che cade da una certa altezza).

- Pressione (N / cm2): nel caso in cui determinate parti del corpo siano soggette al possibile danno.