NFPA 70: National Electrical Code

Norme per la Sicurezza Elettrica nei luoghi di lavoro

Ultima modifica: 24/09/2026

L’NFPA 70 o National Electrical Code è lo standard di riferimento per le installazioni elettriche in locali ed edifici negli Stati Uniti.

Essendo un codice di installazione, si rivolge all’installatore, più che all’ingegnere elettrico che progetta l’installazione/distribuzione elettrica.

Il primo National Electrical Code è stato sviluppato nel 1897. Nel 1911, la National Fire Protection Association (NFPA) ne divenne lo sviluppatore e da allora il Codice è stato rivisto in numerose occasioni. Oggi viene rivisto ogni tre anni. L’ultima edizione è del 2020. È possibile adottare il NEC come normativa elettrica in una determinata giurisdizione governativa. Tale giurisdizione governativa può aggiungere uno o più emendamenti per tenere conto di esigenze, preferenze o condizioni locali (si veda ad esempio il Chicago Electrical Code).

Il codice è nato subito dopo l’installazione della Pearl Street Station di Thomas A. Edison a New York nel 1882. Gli incendi elettrici erano sempre più comuni e, nel 1897, il problema stava raggiungendo proporzioni catastrofiche. Un gruppo di persone competenti e interessate si riunì per affrontare questo grave problema. La necessità di standardizzazione era evidente. Il consenso di oltre 1.200 persone ha portato alla stesura della prima serie di regole adottate a livello nazionale per disciplinare le installazioni e le operazioni elettriche: era nato il National Electrical Code. Il NEC definisce il suo scopo come “la salvaguardia delle persone e dei beni dai pericoli derivanti dalla corrente elettrica“. Questo obiettivo è rimasto sempre invariato nel corso dell’esistenza del NEC, e i principi in esso contenuti continuano a evolversi e a svilupparsi di pari passo con la dinamicità dell’industria elettrica.

La NFPA 70 o NEC è la norma di riferimento per diversi standard elettrici tra cui:

– UL 508A: lo standard di prodotto per i quadri elettrici industriali.

– NFPA 79: lo standard di riferimento per le installazioni elettriche nelle macchine.

Nel NEC ci sono due articoli principali che riguardano i macchinari:

– Articolo 409: Quadri elettrici industriali

– Articolo 670: Macchinari industriali

L’ultima edizione dello standard 2026 è stata pubblicata nell’ottobre 2025. Di seguito sono riportate le principali modifiche che potranno avere un impatto sull’equipaggiamento elettrico dei macchinari.

L’uso degli SPD all’interno dei quadri bordo macchina

Non sono presenti novità di particolare rilievo rispetto alla scorsa edizione. Si segnala esclusivamente una modifica terminologica nella definizione, precedentemente indicata come “Overvoltage Protection” e ora sostituita con “Surge Protection”. Il termine può essere comunque tradotto in italiano come “sovratensioni”.

[NEC 2026] 670.7 Surge Protection.

Industrial machinery with safety circuits shall have surge protection.

[NEC 2023] 670.6 Overvoltage Protection.

Industrial machinery with safety circuits shall have overvoltage protection.

Resta valido quanto detto con la versione del 2023: la norma non prevede più eccezioni, tuttavia i quadri elettrici industriali sono costruiti in conformità alla NFPA 79 e/o alla UL 508A. Nessuno dei due standard richiede dispositivi di protezione dalle sovratensioni all’interno del quadro (per la NFPA 79 è presente un’eccezione facilmente applicabile basata su un’analisi del rischio). Nella prima tornata di discussioni, tenutasi nel febbraio 2022, per l’edizione 2024 dell’NFPA 79, è stata sollevata la questione che il NEC avrebbe introdotto questo nuovo requisito, tuttavia, dopo intense discussioni, l’accordo è stato quello di non includere il requisito nell’NFPA 79. La situazione potrebbe ancora cambiare durante il secondo ciclo di discussioni previsto per il primo trimestre del 2023. La UL 508A non ha mai introdotto alcun requisito e non è previsto nulla in futuro, per il momento. In conclusione, se si costruiscono quadri elettrici in conformità a uno dei due standard sopra citati, non sono necessari SPD. Purtroppo, questo nuovo contenuto del NEC genererà confusione tra consulenti, produttori, NRTL e AHJ.

Alta Tensione: più attenzione sopra i 1000 V ac e 1500 V dc

Nella versione 2026 della norma, la definizione di alta tensione viene aggiornata rispetto alla soglia unica di 1000 V prevista nell’edizione 2023, introducendo una distinzione in funzione della natura della corrente, in linea con lo standard IEC 61140. La nuova formulazione stabilisce infatti che si parla di alta tensione per valori superiori a 1000 V in corrente alternata (AC) e superiori a 1500 V in corrente continua (DC).

I sistemi ad alta tensione (High Voltage) ricevono un’attenzione nettamente maggiore. Nel Capitolo 2 (Wiring and Protection) sono stati introdotti articoli dedicati esclusivamente a questi sistemi:

  • Articolo 265: Requisiti generali per i circuiti derivati (Branch Circuits).
  • Articolo 266: Requisiti di installazione, protezione contro le sovraccorrenti e portata dei conduttori per le linee di alimentazione (Feeders).
  • Articolo 267: Circuiti derivati e feeder esterni posati su o tra edifici, strutture o pali.
  • Articolo 268: Conduttori e apparecchiature di entrata/servizio (Services).
  • Articolo 270: Messa a terra e connessioni di protezione (Grounding and Bonding).

Parallelamente, nel Capitolo 4 (Articolo 495) sono state integrate prescrizioni specifiche per le apparecchiature in alta tensione:

  • Dispositivi di sezionamento e interruttori di messa a terra.
  • Requisiti per installazioni su pavimenti infiammabili.
  • Presenza di finestre di ispezione visiva.
  • Mezzi di sezionamento per apparecchiature mobili/portatili ad alta tensione e apparecchiature a liquido.

Apparecchiature ricondizionate: nuovi divieti

Il NEC definisce Apparecchiatura Ricondizionata (Reconditioned Equipment) qualsiasi apparecchiatura o componente elettromeccanico ripristinato alle condizioni operative. Questo processo differisce dalla normale manutenzione ordinaria in loco.

[NEC 2026] 100 Apparecchiatura Ricondizionata.

Sistemi, apparecchiature, apparecchi o componenti elettromeccanici ripristinati alle condizioni operative. Questo processo si differenzia dalla normale manutenzione delle apparecchiature che rimangono all’interno dell’impianto, o dalla sostituzione equivalente (uno a uno) di apparecchiature certificate.

Per garantire livelli di sicurezza adeguati, non è più consentito l’uso di apparecchiature ricondizionate per le seguenti categorie:

  • Cavi e canalizzazioni: l’Articolo 300.4 ribadisce l’obbligo di sostituire integralmente conduttori e metodi di cablaggio danneggiati da surriscaldamento, incendi, sostanze corrosive o acqua.
  • Quadri elettrici di distribuzione.
  • Cavi elettrici per il riscaldamento degli ambienti ed equipaggiamenti fissi da esterno per sbrinamento/scioglimento neve.
  • Convertitori di fase, condensatori e resistori.
  • Apparecchiature ad alta tensione (>1000V AC / 1500V DC) eccetto le apparecchiature di commutazione.
  • Sistemi di accumulo dell’energia (BESS).
  • Protezioni primarie e secondarie per sistemi a limitata energia.

Introduzione della definizione di fascette

È stata inserita nel capitolo delle definizioni (100) una voce specifica per le fascette da cablaggio (Cable Ties), definite come elementi di tenuta usati per raggruppare, fissare e/o sostenere cavi e tubi flessibili.

Per il mercato nordamericano le fascette devono essere certificate. Poiché la marcatura si trova spesso sulla confezione e non sul singolo pezzo, vi consigliamo di conservare l’imballo o fotografare il marchio del laboratorio NRTL per facilitare le verifiche durante la Field Evaluation / Field Certification

[NEC 2026] 100 Fascette da cablaggio.

Nastro o tratto di materiale dotato di un dispositivo di bloccaggio, utilizzato per raggruppare, fissare e/o sostenere cavi, tubi protettivi flessibili o tubazioni flessibili. (CMP-3)

Nota Informativa: Le seguenti sono le designazioni dei tipi di fascette serracavi e dei relativi dispositivi di fissaggio:

  • Tipo 1, 11, 2, 21, 2S o 21S sono valutati per l’uso in applicazioni di gestione dei cavi (cable management).
  • Tipo 2S o 21S sono inoltre valutati per il fissaggio e il supporto di cavi, tubi protettivi flessibili e tubazioni flessibili.

Targa di pericolo da Arco Elettrico

Esistono due tipi di etichette relative al rischio da arco elettrico:

  1. Arc Flash Warning Label: Apposta dal costruttore del quadro, si tratta di un avviso generico di pericolo.
  2. Arc-Flash Hazard Marking: A carico dell’utilizzatore finale, riporta i dati puntuali del calcolo dell’energia d’arco.

Fino all’edizione del 2023, non erano specificate le informazioni che dovevano essere riportate sulla seconda tipologia di cartello, ossia quella a carico dell’utilizzatore. La nuova edizione chiarisce invece quali informazioni devono essere riportate.

La targa apposta sul campo deve essere conforme a NEC 110.21(B), ben visibile e riportare obbligatoriamente:

  1. Tensione nominale del sistema.
  2. Confine di arco elettrico (Arc Flash Boundary).
  3. Energia incidente disponibile o livello minimo di DPI (PPE) richiesto.
  4. Data di completamento della valutazione del rischio.

[NEC 2026] 110.16 Targa di pericolo da Arco Elettrico

Negli impianti diversi dalle unità abitative, deve essere applicata in modo permanente, in campo o in fabbrica, una marcatura relativa al rischio di arco elettrico alle apparecchiature di servizio e alle apparecchiature alimentate da circuiti derivati, quali quadri di distribuzione, quadri elettrici, quadri elettrici chiusi, quadri di controllo industriale, involucri per prese contatore e centri di controllo motori, che potrebbero richiedere attività di esame, regolazione, assistenza o manutenzione mentre sono sotto tensione.

La marcatura deve essere conforme al punto 110.21(B), deve essere posizionata in modo da risultare chiaramente visibile alle persone qualificate e deve essere realizzata in conformità alle pratiche applicabili del settore, riportando le seguenti informazioni:

  1. la tensione nominale del sistema;
  2. il limite dell’arco elettrico;
  3. l’energia incidente disponibile oppure il livello minimo di dispositivi di protezione individuale (DPI) richiesto;
  4. la data di completamento della valutazione.

Nota informativa n. 1:
Per le linee guida relative alla progettazione di cartelli ed etichette di sicurezza da applicare ai prodotti, si veda la norma ANSI Z535.4-2011 (R2017), Product Safety Signs and Labels.

Nota informativa n. 2:
Per le pratiche applicabili del settore relative alla marcatura delle apparecchiature, si veda la NFPA 70E, Standard for Electrical Safety in the Workplace. Tale norma stabilisce criteri specifici per la predisposizione delle etichette relative al rischio di arco elettrico, che devono riportare, tra le altre informazioni, la tensione nominale del sistema, i livelli di energia incidente, il limite dell’arco elettrico e il livello minimo di dispositivi di protezione individuale richiesto.

Fissaggio dei tubi e raccomandazioni sui raccordi

Per evitare che i tubi protettivi filettati siano fissati a cassette o quadri mediante un unico controdado interno, soluzione che può provocare allentamenti meccanici e danneggiare l’isolamento dei cavi, è stato introdotto l’Articolo 342.29.

[NEC 2026] 342.29 Controdadi abbinati.

Se le filettature del tubo entrano in una scatola, un armadio o un involucro similare attraverso un’apertura diversa da un’apertura filettata, deve essere installato un controdado o un raccordo sia sul lato interno sia sul lato esterno dell’involucro.

Accessibilità e manutenzione delle passerelle portacavi

L’Articolo 392.18 introduce un requisito dimensionale (punto F) preciso per garantire la sicurezza del personale durante la posa e la manutenzione dei cavi per le passerelle portacavi.

[NEC 2026] 392.18 (F) Accesso

Deve essere previsto e mantenuto uno spazio libero minimo di 300 mm (12 in.) sopra le passerelle portacavi, al fine di consentire l’accesso necessario per l’installazione e la manutenzione dei cavi.

Eccezione n. 1: quando l’installazione è conforme ai requisiti di cui al punto 645.5 per i locali destinati alle apparecchiature informatiche (IT).

Eccezione n. 2: negli stabilimenti industriali, quando le condizioni di manutenzione e supervisione garantiscono che le passerelle portacavi installate siano sottoposte a interventi esclusivamente da parte di persone qualificate.

Eccezione n. 3: previa autorizzazione specifica, sono consentiti spazi di distanza inferiori.

Eccezione n. 4: per le apparecchiature che attraversano la passerella con qualsiasi angolazione.

Corrente di cortocircuito (SCCR)

L’articolo dedicato alla corrente di cortocircuito (SCCR) è stata riorganizzato in forma di elenco puntato a cinque punti.

I quadri elettrici devono riportare, in un punto facilmente accessibile dell’involucro, la corrente di guasto disponibile ai morsetti d’ingresso con la data del calcolo, insieme al valore di tenuta al corto circuito (SCCR) del quadro basato sugli interruttori installati. Tali etichette devono essere resistenti e il calcolo della corrente di guasto deve essere formalmente documentato e messo a disposizione degli ispettori. In caso di modifiche all’impianto che modificano la corrente di guasto, è obbligatorio ricalcolare il valore, aggiornare l’etichetta ed assicurarsi che gli interruttori aggiunti o sostituiti abbiano un potere di interruzione pari o superiore al dato riportato.

[NEC 2026] 408.6 Corrente di cortocircuito

I quadri di distribuzione, i quadri elettrici e i quadri elettrici di distribuzione devono avere una corrente nominale di cortocircuito non inferiore alla corrente di guasto disponibile. Negli impianti diversi dalle unità abitative mono- e bifamiliari, i quadri di distribuzione, i quadri elettrici e i quadri elettrici di distribuzione devono inoltre soddisfare, ove applicabile, i seguenti requisiti:

  1. La corrente di guasto disponibile ai terminali di linea e la data di esecuzione del calcolo devono essere riportate mediante una marcatura eseguita in campo, in una posizione facilmente accessibile sull’involucro, presso il punto di alimentazione.
  2. La corrente nominale di cortocircuito dei quadri di distribuzione e dei quadri elettrici di distribuzione, alla tensione nominale del circuito e determinata in funzione dei dispositivi di protezione contro le sovracorrenti (OCPD) installati, deve essere riportata mediante una marcatura eseguita in campo, in una posizione facilmente accessibile sull’involucro.
  3. Le marcature richieste ai punti 408.6(1) e 408.6(2) devono essere conformi a quanto previsto al punto 110.21(B).
  4. Il calcolo della corrente di guasto disponibile deve essere documentato e reso disponibile alle persone autorizzate a effettuare attività di ispezione, installazione o manutenzione dell’impianto.
  5. Quando vengono apportate modifiche all’impianto elettrico che influiscono sulla corrente di guasto disponibile ai terminali di linea dell’apparecchiatura, si applicano i seguenti requisiti:
    1. La corrente di guasto disponibile deve essere verificata o, se necessario, ricalcolata, al fine di garantire che i valori nominali delle apparecchiature non siano inferiori alla corrente di guasto disponibile ai relativi terminali di linea.
    2. Le marcature da applicare in campo, richieste al punto 408.6(1), devono essere aggiornate per riportare il nuovo valore della corrente di guasto disponibile.

Quando vengono aggiunti o sostituiti dispositivi di protezione contro le sovracorrenti (OCPD), il potere di interruzione dei dispositivi sostitutivi deve essere uguale o superiore alla corrente di guasto disponibile riportata sull’apparecchiatura in conformità al punto 408.6(1).

Motori ad alta efficienza (Design BE e CE)

Viene introdotta la gestione dei nuovi motori ad alta efficienza (Energy Efficient, evoluzione dei Design B e C), aggiungendo il paragrafo (H) all’articolo 430.22.

I conduttori che alimentano un singolo motore BE o CE a servizio continuo devono avere una portata (ampacity) non inferiore al 125% della corrente a pieno carico.

[NEC 2026] 430.22 (H) Design dei motori BE e CE.

I conduttori che alimentano un singolo motore di Design BE o CE impiegato in un’applicazione a servizio continuo devono avere una portata di corrente non inferiore al 125 percento della corrente a pieno carico del motore, determinata secondo la sezione 430.6(A)(1). I conduttori che alimentano un singolo motore di Design BE o CE impiegato in un’applicazione diversa dal servizio continuo devono avere una portata di corrente conforme alla sezione 430.22(E). […]

All’interno dello stesso articolo viene inoltre introdotta una specifica relativa all’identificazione dei centri di controllo motori (MCC). Per i quadri MCC alimentati da più linee (feeder) con più di un solo interruttore generale a bordo, viene introdotto un importante requisito di sicurezza: il quadro deve essere dotato di un’etichetta chiara, conforme a quanto previsto dall’articolo 110.21(B), che riporti l’esatta identificazione e la posizione del dispositivo, o dei dispositivi, necessari per sezionare e mettere fuori tensione l’intero quadro.

[NEC 2026] 430.98 Etichettatura

I centri controllo motori devono essere contrassegnati in conformità all’Articolo 110.21 e le relative marcature devono essere ben visibili dopo l’installazione. La marcatura deve includere anche la corrente nominale delle barre principali di alimentazione e la tenuta al corto circuito (short-circuit current rating – SCCR) del centro controllo motori. Qualora siano alimentati da una o più linee di alimentazione (feeder), i centri controllo motori devono recare una marcatura, conforme all’Articolo 110.21(B), recante l’identificazione e la posizione del dispositivo o dei dispositivi necessari per sezionare e togliere completamente tensione al centro controllo motori.

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