Ultima modifica: 07/02/2026
DUBBIO
Nella progettazione dell'impianto elettrico, come posso distinguere quali fra le parti metalliche costituiscono massa elettrica? Connettere tutte le parti metalliche al circuito di messa a terra è una valida misura precauzionale, o può essere addirittura controproducente?
CONSIDERAZIONI
Espressioni come “massa” e “messa a terra” son ormai note anche al di fuori del circolo degli addetti ai lavori, ma non sempre sono usate propriamente. Per una definizione precisa di massa facciamo riferimento alla CEI 64-8, norma alla progettazione degli impianti in bassa tensione:
[CEI 64-8/2 art23.2] “Massa: parte conduttrice di un componente elettrico che può essere toccata e che non è in tensione in condizioni ordinarie, ma che può andare in tensione in condizioni di guasto.”
Come vanno considerati i corpi metallici a diretto contatto con una massa, e che quindi possono entrare in tensione quando la massa stessa va in tensione? Anche in questo caso, la norma ci è di aiuto:
[CEI 64-8/2 art 23.2- Nota 1] “Una parte conduttrice che può entrare in tensione solamente tramite contatto con una massa che entra in tensione, non va considerata una massa”.
Per esempio, un motore elettrico costituisce una massa, mentre il supporto metallico che lo sostiene no, nonostante in caso di guasto all’isolamento principale entrambi vadano in tensione.
Tutte le masse, per essere adeguatamente protette per il contatto indiretto, devono essere messe a terra. Questa regola fondamentale spesso viene però male interpretata o generalizzata in modo erroneo; ecco, per esempio, alcune affermazioni errate riguardanti massa e messa a terra:
- Tutto quello che può andare in tensione deve essere messo a terra
- Le parti metalliche che non si muovono devono essere messe a terra (“If it doesn’t move, ground it”)
- La messa a terra serve a scaricare la corrente
- La messa a terra mantiene la massa a potenziale zero, anche in caso di guasto.
In realtà la messa a terra ha il compito di creare un anello di guasto, sul cui monitoraggio si basa l’attivazione delle protezioni magnetiche o dei differenziali. Essa, quindi, non disperde la corrente, né tantomeno porta la massa al potenziale del terreno in caso di guasto; se così fosse, toccandola durante un guasto a terra non vi sarebbe rischio di folgorazione, e non vi sarebbe necessità di interruttori automatici.
Sempre secondo queste affermazioni, spesso ogni parte metallica fissa viene messa a terra, anche quelle non a contatto con una massa. Questo è una pratica errata ed addirittura pericolosa: solamente le masse elettriche vanno messe a terra.
Analizziamo per esempio i due scenari in figura.
L’esempio è sviluppato nel contesto del mercato statunitense (480 V CA tra fasi), ma gli stessi principi si applicano anche in Europa. In entrambi i casi, il motore è montato su supporti antivibranti; pertanto, il motore non è in contatto elettrico diretto con la parte conduttrice grigio scuro (struttura metallica sulla quale poggia il motore). Sono coinvolte due persone: la persona A, che tocca il telaio del motore, e la persona B, che tocca una parte conduttrice separata, in contatto meccanico con il telaio del motore.
Situazione A – Struttura metallica non collegata al PE
La parte conduttrice toccata dalla persona B non è collegata al conduttore di protezione (PE).
In caso di guasto dell’isolamento nell’avvolgimento statorico del motore, la carcassa del motore va in tensione. La persona A è quindi esposta a una scossa elettrica, mentre la persona B non lo è.
In questo scenario, una lesione grave per la persona A è improbabile, poiché il dispositivo di protezione contro le sovracorrenti (OCPD) elimina il guasto aprendo l’anello di guasto entro il tempo di disconnessione prescritto (tipicamente 0,2 s negli Stati Uniti e 0,4 s in Europa).
Situazione B – Struttura metallica collegata al PE
La parte conduttrice toccata dalla persona B è collegata al conduttore di protezione (PE).
In caso dello stesso guasto di isolamento, sia il telaio del motore sia la parte conduttrice collegata al PE raggiungono una tensione di contatto pericolosa fino alla disconnessione dell’alimentazione da parte dell’OCPD. Di conseguenza, sia la persona A sia la persona B sono esposte a una scossa elettrica.
Anche in questo caso, un esito fatale è improbabile, poiché l’OCPD interrompe il guasto entro il tempo di sicurezza richiesto.
Valutazione della sicurezza
La domanda chiave è: quale situazione è più sicura?
La situazione B è chiaramente la peggiore. Collegando un conduttore di protezione a una parte conduttrice che non è una massa, il guasto viene inutilmente esteso ad altre parti metalliche accessibili, aumentando il numero di persone esposte a tensioni di contatto pericolose.
Questo esempio mostra perché solo le masse, cioè le parti conduttrici che possono andare in tensione in caso di guasto, devono essere collegate al conduttore di protezione. Il collegamento a terra di parti conduttrici che non sono masse non migliora la sicurezza e può, al contrario, aumentare il rischio complessivo.
Connessioni simili vengono spesso applicate a ripari fissi, porte metalliche, supporti: questi collegamenti a terra sono dannosi: non fanno altro che connettere al circuito elettrico di terra corpi che normalmente non ne fanno parte, aumentando il rischio in caso di contatto indiretto. La porta rossa di una sala quadri non potrà mai andare in tensione dato che è lontana da qualsiasi apparecchiatura elettrica. La sua messa a terra fa sì che in caso di guasto nell'impianto, lei si porti in tensione: la sua messa a terra ha peggiorato la sicurezza elettrica nel sito.
CONCLUSIONI
Fra le parti metalliche dell'impianto, solamente quelle che, a causa di un guasto all'isolamento principale, vanno direttamente in tensione vanno considerate masse. Una volta identificate, tutte le masse devono essere dotate dell'adeguato collegamento a terra per prevenire il rischio di folgorazione. Se una parte metallica non è una massa, non va messa a terra: il collegamento al circuito di terra di queste parti non fa altro che innalzare il rischio in caso di contatto indiretto.