Direttiva ATEX all'interno di macchinari

Ultima modifica: 22/08/2026

IL DUBBIO

Una macchina che contiene al proprio interno un’atmosfera potenzialmente esplosiva, ma che è installata in una zona non pericolosa, rientra nel campo di applicazione della Direttiva ATEX Prodotti 2014/34/UE?

 

 

CONSIDERAZIONI

Consideriamo, ad esempio, un miscelatore che contiene un’atmosfera potenzialmente esplosiva durante il normale funzionamento, ma che è completamente chiuso e installato in una zona non classificata. Durante la valutazione del rischio di esplosione, il fabbricante stabilisce che all’interno del miscelatore si verificano condizioni corrispondenti a una Zona 0. Questo significa che l’intero miscelatore deve essere considerato un apparecchio ATEX di Gruppo II, con la relativa procedura di valutazione della conformità e il coinvolgimento di un Organismo Notificato?

In generale, no.

La ragione, tuttavia, non è semplicemente il fatto che il miscelatore sia installato in una zona non pericolosa.

L’articolo 1 della Direttiva 2014/34/UE definisce il proprio campo di applicazione come segue:

[2014/35/UE] Articolo 1 – Oggetto

1. La presente direttiva si applica ai seguenti prodotti («prodotti»):
a) apparecchi e sistemi di protezione destinati a essere utilizzati in atmosfera potenzialmente esplosiva;

Il concetto fondamentale è quindi il rapporto previsto tra l’apparecchio e l’atmosfera potenzialmente esplosiva, e non semplicemente il luogo fisico in cui l’apparecchio viene installato. Questo punto è chiarito nelle Linee Guida ATEX 2014/34/UE, 6ª edizione, gennaio 2026, §34 Luogo di utilizzo previsto. Le Linee Guida spiegano che il luogo di installazione — che l’apparecchio si trovi all’interno, in prossimità o accanto a un’atmosfera potenzialmente esplosiva — non è di per sé determinante. Ciò che conta è stabilire se una potenziale sorgente di accensione dell’apparecchio sia a contatto con, oppure presenti un’interfaccia con, l’atmosfera potenzialmente esplosiva.

Se un’apparecchiatura al suo interno, per motivi di processo, contiene/tratta liquidi o gas potenzialmente esplosivi, se installata in un ambiente non classificato, NON ricade sotto la Direttiva ATEX e quindi non deve essere marcata CE ATEX secondo 2014-34-EU o, tantomeno, va coinvolto un organismo notificato. Questo è per esempio quanto scritto nella Guida ufficiale alla direttiva ATEX, ecco il passaggio:

[ATEX 2014/34/EU GUIDELINES: 2024]§ 34 Place of intended use

It is important to underline in this context how machinery having a potentially explosive atmosphere inside under operating conditions, but having no interface to external potentially explosive atmospheres has to be considered. Such machines, as an integral whole, do not fall under scope of the ATEX Directive 2014/34/EU. 

Questo principio si applica quando la macchina contiene, durante il funzionamento, un’atmosfera potenzialmente esplosiva ma non presenta alcuna interfaccia con un’atmosfera potenzialmente esplosiva esterna. Di conseguenza, un miscelatore contenente un’atmosfera potenzialmente esplosiva al proprio interno non diventa automaticamente una macchina ATEX di Categoria 1 semplicemente perché al suo interno sono presenti condizioni corrispondenti a una Zona 0.

 

E LE APPARECCHIATURE INSTALLATE ALL’INTERNO DELLA MACCHINA? Questa è una distinzione fondamentale. Anche se la macchina considerata come insieme integrale può non rientrare nel campo di applicazione della Direttiva 2014/34/UE, le apparecchiature installate all’interno dell’atmosfera potenzialmente esplosiva possono invece rientrare nel campo di applicazione della Direttiva ATEX. Le Linee Guida ATEX 2026 precisano che gli apparecchi, i sistemi di protezione e i componenti destinati a essere utilizzati nell’atmosfera potenzialmente esplosiva presente all’interno della macchina sono soggetti alla Direttiva 2014/34/UE, purché siano soddisfatte le relative condizioni di applicabilità.

Questo vale sia per gli apparecchi elettrici sia per quelli non elettrici. Di conseguenza, apparecchiature quali:

  • strumentazione;
  • motori elettrici;
  • sensori;
  • interruttori;
  • apparecchiature meccaniche dotate di proprie potenziali sorgenti di accensione;

potrebbe dover essere conforme alla Direttiva 2014/34/UE e avere assegnato l’appropriato Livello di Protezione dell’Apparecchiatura (EPL – Equipment Protection Level). Ad esempio, un’apparecchiatura destinata a funzionare continuamente o per lunghi periodi in un’atmosfera interna corrispondente a una Zona 0 richiederà normalmente il livello di protezione associato al Gruppo II, Categoria 1G (EPL Ga).

 

IL REGOLAMENTO MACCHINE. Il fatto che l’intera macchina non rientri nella Direttiva ATEX non significa che il rischio di esplosione interno possa essere ignorato. L’Allegato I, §1.5.7 del Regolamento Macchine stabilisce:

[REGOLAMENTO (UE) 2023/1230]  ANNEX III:Essential health and safety requirements relating to the the design and construction of machinery

1.5.7. Esplosione. La macchina deve essere progettata e costruita in modo da evitare qualsiasi rischio di esplosione provocato dalla macchina stessa o da gas, liquidi, polveri, vapori od altre sostanze prodotti o utilizzati dalla macchina.

La Guida all’applicazione della Direttiva Macchine chiarisce quindi che, anche se la Direttiva ATEX non si applica in quanto tale al rischio di esplosione generato all’interno della macchina, quando necessario devono essere utilizzate apparecchiature conformi alla Direttiva ATEX nelle parti della macchina in cui può formarsi un’atmosfera potenzialmente esplosiva. Il rischio di esplosione della macchina nel suo complesso viene quindi affrontato nell’ambito della legislazione sulle macchine, mentre le singole apparecchiature installate nell’atmosfera esplosiva interna possono, contemporaneamente, rientrare nella Direttiva ATEX Prodotti.

Nella guida c’è inoltre questo passaggio a spiegazione del testo sopra riportato:

[Guide to 2006/42/EC]  §228 Esplosione

Although the ATEX Directive is not applicable as such to explosion risks generated within the machinery itself, equipment complying with the requirements of the ATEX Directive must be fitted in areas of machinery where there is a risk of accumulation of a potentially explosive atmosphere. 

 

VALUTAZIONE DEL RISCHIO DI ESPLOSIONE. Il fabbricante della macchina deve quindi effettuare un’adeguata valutazione del rischio di esplosione. La norma EN 1127-1 fornisce una metodologia generale appropriata per la prevenzione e la protezione contro le esplosioni. La valutazione dovrebbe individuare almeno:

  • i punti e le condizioni operative in cui può formarsi un’atmosfera potenzialmente esplosiva;
  • le possibili sorgenti di accensione;
  • le necessarie misure di prevenzione e protezione contro le esplosioni;
  • i requisiti applicabili alle apparecchiature installate all’interno dell’atmosfera potenzialmente esplosiva.

È inoltre importante osservare che, secondo le Linee Guida ATEX, il fabbricante della macchina non è necessariamente tenuto a effettuare una classificazione formale in zone ai sensi della Direttiva 1999/92/CE. Il concetto di zona può tuttavia essere utilizzato come metodo tecnico pratico per definire il livello di protezione richiesto alle apparecchiature.

 

COSA SUCCEDE SE ESISTE UN’INTERFACCIA CON UN’ATMOSFERA ESPLOSIVA ESTERNA? La situazione cambia quando la macchina presenta un’interfaccia con un’atmosfera potenzialmente esplosiva esterna o collegata al processo. Le Linee Guida ATEX distinguono espressamente tra un’apparecchiatura che contiene semplicemente un’atmosfera esplosiva al proprio interno e un’apparecchiatura che è collegata a, o presenta un’interfaccia con, un’altra atmosfera potenzialmente esplosiva. Un buon esempio è costituito da un sistema di aspirazione installato al di fuori della zona pericolosa, il cui ventilatore convoglia un’atmosfera esplosiva proveniente da un recipiente attraverso una tubazione o una canalizzazione.

Anche se il ventilatore è fisicamente installato al di fuori della zona classificata, la sua potenziale sorgente di accensione presenta un’interfaccia con l’atmosfera esplosiva. La Direttiva ATEX può quindi risultare applicabile. Questo esempio dimostra anche perché sarebbe scorretto affermare semplicemente che: «Qualsiasi apparecchiatura installata in zona sicura è fuori dal campo di applicazione della Direttiva ATEX.»

 

CONCLUSIONI

La presenza di un’atmosfera potenzialmente esplosiva all’interno di una macchina non rende, di per sé, l’intera macchina un prodotto ATEX. Se la macchina è installata in una zona non pericolosa e l’atmosfera potenzialmente esplosiva interna non presenta alcuna interfaccia rilevante con un’atmosfera potenzialmente esplosiva esterna o collegata al processo, la macchina, considerata come insieme integrale, normalmente non rientra nel campo di applicazione della Direttiva 2014/34/UE.

Le apparecchiature installate all’interno della macchina ed esposte a tale atmosfera potenzialmente esplosiva devono invece essere valutate separatamente.

Quando tali apparecchiature soddisfano le definizioni e i criteri di applicabilità della Direttiva 2014/34/UE, devono rispettare i requisiti ATEX applicabili ed essere classificate nella categoria appropriata.

Il principio può quindi essere riassunto come segue:

L’intera macchina non deve essere marcata ATEX semplicemente perché contiene al proprio interno un’atmosfera potenzialmente esplosiva. I requisiti ATEX possono tuttavia applicarsi alle apparecchiature installate all’interno di tale atmosfera e alle macchine o apparecchiature che presentano un’interfaccia con un’atmosfera potenzialmente esplosiva esterna o collegata al processo.

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