PROTEZIONI A CURVA G E DIFFERENZIALI: QUALI SONO LE DIFFERENZE?

PROTEZIONI A CURVA G E DIFFERENZIALI: QUALI SONO LE DIFFERENZE?

Ultima modifica 06/08/2021

PROTEZIONI A CURVA G E DIFFERENZIALI: QUALI SONO LE DIFFERENZE?

 

DUBBIO

Quali sono le differenze tra interruttori differenziali e interruttori scatolati con curva G?

 

CONSIDERAZIONI

Fra le possibili cause di shock elettrico vi è il contatto indiretto: in seguito ad un guasto a terra, per esempio causato da un difetto nell'isolamento, una massa entra in tensione, e quando una persona vi entra in contatto viene attraversata dalla corrente che si scarica verso terra.

Sia interruttori scatolati con curva G sia interruttori differenziali operano per proteggere dal contatto indiretto, ed entrambi agiscono sullo stesso principio di funzionamento. In una normale distribuzione di corrente trifase, la somma vettoriale delle correnti difase (e del neutro, qualora sia distribuito) è uguale a zero; nell’eventualità di un guasto a terra, la fase coinvolta nel guasto subisce una sensibile variazione e la somma vettoriale non è quindi più nulla. Entrambi i tipi di protezione operano mantenendo sotto controllo la somma vettoriale delle 3 fasi (e del neutro, qualora distribuito), interrompendo il circuito quando tale somma non è nulla. Ma allora quale è la differenza?

Le protezioni a Curva G (da Ground Fault - Guasto a terra) si basano su una controllo elettronico. Negli interruttori scatolati tramite appositi TA di fase misurano costantemente la corrente per garantire la protezione da sovracorrenti; questi stessi TA, rilevando la corrente per ognuno delle fasi e, separatamente, la tensione, ricreano il valore dei vettori di corrente e procedendo poi alla somma vettoriale: se la somma non è zero, l’interruttore scatta. I TA di fase non sono estremamente precisi e l’errore di calcolo potrebbe far scattare frequentemente l’interruttore nel caso di tarature a valori di corrente troppo bassi: affinché ciò non accada la sensibilità della protezione G è tarabile per valori maggiori o uguali a 0,2 In. Essendo uno strumento elettronico è molto versatile, la corrente di intervento e l’eventuale ritardo programmato possono essere programmati secondo il bisogno.

Gli interruttori differenziali operano attraverso una misura fisica delle 3 fasi: i cavi passano per un toroide, qualora la loro somma vettoriale delle correnti non sia nulla si attiva la protezione che interrompe il circuito. Questo metodo di misura è molto più preciso, e permette quindi di affidarsi a questo tipo di protezioni per applicazioni ad alta sensibilità, come nel caso degli interruttori ad uso domestico. La normativa europea impone infatti differenziali con sensibilità di 30 mA, quella canadese e statunitense addirittura di 6 mA per le abitazioni. I costruttori anche in questo caso forniscono modelli più complessi con sensibilità e tempi di attivazione tarabili, così da favorire la selettività fra le protezioni dell’impianto, per esempio in ambito industriale.

 

CONCLUSIONE

Interruttori differenziali ed interruttori scatolati con curva G hanno lo stesso obbiettivo, proteggere dal contatto indiretto, e lo stesso principio di base, l’attivazione in base alla variazione della somma vettoriale delle correnti. Le differenze sono sul metodo di misura della somma delle correnti, e sulla sensibilità a cui essi possono operare.
 

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