Ultima modifica: 30/05/2026
La normativa ATEX EN 60079-10-2 tratta la classificazione dei luoghi dove possono manifestarsi pericoli associati alla presenza di polvere e può pertanto essere utilizzata come base per effettuare la corretta scelta ed installazione di apparecchiature per l’uso nei luoghi pericolosi.
Essa stabilisce i criteri essenziali nei confronti dei quali i pericoli di accensione possono essere valutati e fornisce una guida sui parametri di progetto e di controllo che possono essere utilizzati per ridurre tale pericolo. Per il processo di identificazione e di classificazione delle Aree ATEX, ossia dei luoghi pericolosi, sono forniti criteri generali e particolari.
L’ultima edizione della norma ATEX è stata pubblicata come EN il 1° dicembre 2015. Tra le novità introdotte dalla normativa ATEX vi è una trattazione delle Miscele Ibride (allegato C). Una miscela ibrida è una miscela combinata di un gas infiammabile o vapore con una polvere combustibile o particelle combustibili. Questa miscela ibrida può comportarsi in modo diverso rispetto al gas/vapore o alla polvere, singolarmente. Una miscela ibrida può formare atmosfere esplosive al di fuori dei limiti di esplosività dei gas/vapori o delle concentrazioni esplosive della polvere, considerati singolarmente. Si raccomanda che una miscela ibrida sia considerata esplosiva se la concentrazione del gas/vapore supera il 25 % del LEL per il gas/vapore.
I pericoli presentati dalle polveri sono i seguenti:
– la formazione di una nube di polvere da qualsiasi sorgente di emissione, compreso uno strato o un accumulo, tale da formare un’atmosfera esplosiva da polvere;
– la formazione di strati di polvere, che non sono probabilmente in grado di formare una nube di polvere, ma che possono accendersi a causa dell’auto-riscaldamento o dell’esposizione a superfici calde o a radiazioni termiche, e causare un pericolo d’incendio o surriscaldamento dell’apparecchiatura. Lo strato acceso può anche comportarsi come una sorgente di accensione di un’atmosfera esplosiva.
Classificazione delle Zone secondo IEC 60079-10-2
La classificazione dei luoghi secondo la IEC 60079-10-2 ha due obiettivi principali, determinare il tipo di zona pericolosa e definire l’estensione dell’area di rischio. La classificazione segue i seguenti passaggi:
- Il primo passo è identificare se il materiale è combustibilee, per gli obiettivi della valutazione delle sorgenti di accensione, determinare le caratteristiche del materiale stesso. I parametri che dovrebbero essere considerati sono le dimensioni delle particelle, il contenuto di umidità, la temperatura minima di accensione della nube e dello strato e la resistività elettrica.
Deve essere identificato il gruppo di polvere adatto:
–Gruppo IIIAper le particelle solide combustibili;
–Gruppo IIIB per la polvere non conduttrice;
–Gruppo IIIC per la polvere conduttrice. - Il secondo passo è identificare le sorgenti di rilascio di polvere, includendo apparecchiature di processo, punti di carico e scarico, eventuali perdite e gli strati di polvere che possono essere sollevati e generare nubi esplosive. In questa fase si considera anche la possibile formazione di depositi di polvere.
- Il terzo passo consiste nel valutare la probabilità e la durata delle emissioni da tali sorgenti, dalle quali dipende la possibilità di formazione di atmosfere esplosive. Si distinguono emissioni continue, primarie e secondarie, in funzione della frequenza e della durata del rilascio.
- Il quarto passo è la classificazione della sorgente identificata. In base alla frequenza e alla durata della presenza di un’atmosfera esplosiva, le aree vengono classificate distinguendo la Zona 20, associata a situazioni in cui è presente un’emissione di tipo continuo, la Zona 21, riconducibile a emissioni di tipo primario, e la Zona 22, associata a emissioni secondarie.
- Infine, si procede alla valutazione dell’estensione della zona ATEX, definita come la distanza dalla sorgente di rilascio oltre la quale la concentrazione di polvere risulta sufficientemente inferiore alla concentrazione minima di esplosione, tale da non consentire la propagazione dell’esplosione.