IEC 60364-4-41: Protezione dalla Scossa Elettrica

Sistemi TT

Ultima modifica 08/04/2020

Sistemi TT: Introduzione

Nei Sistemi TT tutte le masse protette dallo stesso dispositivo di protezione devono essere collegate dai conduttori di protezione all’elettrodo di terra comune a tutte quelle masse.

Il punto neutro o il punto di mezzo del sistema di alimentazione deve essere messo a terra. Se un punto di neutro o un punto di mezzo non è disponibile o non è accessibile, un conduttore di fase deve essere messo a terra.

La messa a terra del Neutro è la prima caratteristica di un Sistema TN. La seconda è che le Masse dell’impianto devono essere collegate tramite un conduttore di protezione al terminale principale di messa a terra dell’impianto che, a sua volta, deve essere collegato al punto di messa a terra del sistema di alimentazione.

In sostanza: il punto neutro è messo a terra e tutte le masse sono collegate direttamente al punto neutro.

La ragione per cui tutte le masse sono collegate al punto neutro è per far sì che si crei un anello di guasto, che purtroppo ha una corrente di guasto bassa.

Sistemi TT: come viene garantita la sicurezza

In sostanza, anche nei Sistemi TT, il collegamento delle masse ha come obbiettivo la creazione dell’Anello di Guasto.

Confrontato con un sistema TN, in un sistema TT l’Anello di Guasto è formato in parte da una “terra sporca”.

Il problema è che il valore della corrente di guasto dipende dalla resistenza della “terra sporca”.

In Italia la resistenza può essere piuttosto elevata (esempio 100 Ω). In Olanda, specialmente nei polder, la resistenza può essere relativamente bassa (qualche ohm). Questa considerazione è importante.

In generale, la norma concede l’uso di sia RCD (Residual Current Devices) o di dispositivi di protezione da Sovracorrenti, come gli MCB (Miniature Circuite Breakers).

 [IEC 60364-4-41] 411.5.2 Generalmente nei sistemi TT, gli RCD devono essere utilizzati per la protezione da un guasto. In alternativa, i dispositivi di protezione da sovracorrente possono essere utilizzati per la protezione dai guasti, a condizione che un valore adeguatamente basso di Z (vedere 411.5.4) sia garantito in modo permanente e affidabile.

 

In Italia è obbligatorio l’utilizzo di RCD [CEI 64-8/4 – 413.1.4.2].

Nel caso in cui venisse utilizzato un RCD, le persone sono protette dalla Scossa Elettrica assicurandosi che la massima tensione che una persona può toccare non sia maggiore di 50 Vac.

 

[IEC 60364-4-41] 411.5.3 Laddove un dispositivo di protezione a corrente residua (RCD) viene utilizzato per la protezione dai guasti, le seguenti condizioni devono essere adempiute:

  1. Il tempo di sconnessione come richiesto da 411.3.2.2 o 411.3.2.4, e
  1. RA x IΔN ≤ 50 V

Dove

RA è la somma della resistenza in Ω tra l’elettrodo di terra e il conduttore protettivo per le masse,

IΔN è la corrente nominale residua di funzionamento dell’RCD.

 

È anche importante notare che, nel caso in cui la misurazione della resistenza di terra premessa (RA in figura) sia difficile, la norma consente l’uso dell’impedenza dell’anello di guasto (ciò significa ≈ RA + RN):

La ragione per cui la tensione è limitata a 50 Vac è che per tensioni < 50 Vac, la corrente che attraversa il corpo non è pericolosa.

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