Sicurezza Funzionale Processi

Sicurezza Funzionale Processi

Sicurezza Funzionale Processi

Sicurezza funzionale dei processi industriali e le norme IEC 61508 e EN 61511

Sicurezza Funzionale Processi

Il concetto di Sicurezza Funzionale per i sistemi di sicurezza alimentati elettricamente è stato formalizzato dalla norma IEC 61508 nel 1997. 
Per chiarire cos’è la sicurezza funzionale si riporta un esempio: si voglia proteggere un serbatoio da fessurazione causata da alta pressione. Posso dimensionare il serbatoio a resistere alla massima pressione possibile causata da anomalie nel processo, oppure inserisco un loop di sicurezza (trasmettitore di pressione, logica di sicurezza, valvola di immissione) che chiude la valvola nel caso di alta pressione. Solo nel secondo caso si parla di sicurezza funzionale.

 

Partendo dal presupposto che non è possibile il rischio zero, lo scopo della IEC 61508 è di fornire una metodologia per realizzare sistemi di sicurezza di affidabilità ben definita, attraverso una quantificazione del rischio intrinseco in un certo evento e la sua riduzione fino ad un livello detto socialmente accettabile. Per la quantificazione del rischio si considera la morte di una persona e si considera 10-6/anno come rischio socialmente accettabile.

 
In altri termini qualunque processo o macchinario introduce un pericolo che determina un rischio normalmente di gran lunga maggiore di quello socialmente accettabile. Questo rischio deve essere ridotto con una serie di sistemi funzionali di sicurezza la cui affidabilità deve essere tanto maggiore quanto maggiore è la porzione di rischio che si vuole ridurre. Ognuno di tali sistemi funzionali deve ridurre ciascun rischio al di sotto della soglia di 10-6/anno.

 

GT Engineering svolge consulenze sulla sicurezza dei processi industriali applicando la norma EN 61511, integrando nell'analisi del rischio la metodologia LOPA (Layer of Protective Analisys).

Sicurezza nella robotica collaborativa

Non esiste un "robot collaborativo". Questa è una delle prime dichiarazioni di chi lavora nella robotica collaborativa. Il motivo è che un robot può essere progettato per un compito collaborativo, ma è l'applicazione che rende il "robot collaborativo". Lo standard di riferimento per l'applicazione collaborativa è ISO / TS 15066: 2016 - ROBOT E DISPOSITIVI ROBOTICI - ROBOT COLLABORATIVI Lo standard sarà incluso nella nuova edizione di 2 importanti standard sui robot: ISO 10218-1: Robotica - Requisiti di sicurezza per i sistemi robotizzati in ambiente industriale - Robot ISO 10218-2: R