TURCHIA – MARCATURA CE

TURCHIA – MARCATURA CE

TURCHIA – MARCATURA CE

IL DUBBIO
Il costruttore spesso si pone domande riguardo la libera circolazione delle macchine in Paesi extra- UE. 
Uno dei dubbi che vediamo ricorre spesso è se per la Turchia si applicano gli stessi principi dell'UE. 

CONSIDERAZIONI
La Direttiva Macchine si applica alle macchine o quasi-macchine immesse sul mercato dell'UE. Non si applica ai prodotti fabbricati nell'UE al fine di essere immessi sul mercato o messi in servizio in paesi extra-UE, sebbene alcuni di questi paesi possano avere normative nazionali basate sulla Direttiva Macchine, o accettare sul loro mercato macchine conformi alla Direttiva

Esistono infatti paesi al di fuori della EU, come la Turchia, che consentono la libera circolazione in caso il macchinario riporti il marchio CE. 
Nella Linea Guida della Direttiva 2006/42/CE, si definisce quanto segue:

"Ai sensi dell'Accordo sullo Spazio economico europeo (SEE) , le macchine che sono conformi alla direttiva macchine beneficiano della libera circolazione in Islanda, Liechtenstein e Norvegia. Lo stesso vale in Svizzera in virtù dell'accordo sul reciproco riconoscimento (MRA) con l'UE, e in Turchia, Andorra e San Marino in virtù degli accordi di unione doganale tra l'UE e questi Paesi".

CONCLUSIONE
Questo significa che la marcatura CE consente la libera circolazione dei prodotti all'interno del mercato del SEE (costituito dai 27 Stati membri dell’Unione Europea, dai Paesi dell’EFTA Islanda, Norvegia, Liechtenstein) e della Turchia, a prescindere dal fatto che siano fabbricati nel SEE, in Turchia o in un altro paese.
In virtù dell’accordo sull'Unione doganale tra UE e Turchia i fabbricanti stranieri, che intendono esportare nel territorio turco le proprie macchine industriali, non devono essere soggette a richieste da parte della dogana di documentazione aggiuntiva rispetto a quanto previsto dalla Direttiva Macchine 2006/42/CE.
 

Sicurezza nella robotica collaborativa

Non esiste un "robot collaborativo". Questa è una delle prime dichiarazioni di chi lavora nella robotica collaborativa. Il motivo è che un robot può essere progettato per un compito collaborativo, ma è l'applicazione che rende il "robot collaborativo". Lo standard di riferimento per l'applicazione collaborativa è ISO / TS 15066: 2016 - ROBOT E DISPOSITIVI ROBOTICI - ROBOT COLLABORATIVI Lo standard sarà incluso nella nuova edizione di 2 importanti standard sui robot: ISO 10218-1: Robotica - Requisiti di sicurezza per i sistemi robotizzati in ambiente industriale - Robot ISO 10218-2: R