Spazio Protetto - Safeguarded Space

Spazio Protetto - Safeguarded Space

Spazio Protetto - Safeguarded Space

La sicurezza dei macchinari ha spesso a che fare con 2 aree: 
-    Un’area sicura, libera da pericoli
-    Un’area pericolosa
Storicamente, il termine usato, nella Norma EN 12100, per identificare l’area pericolosa era “Zona di Pericolo (Hazard Zone)
3.11 Zona di pericolo (zona pericolosa): tutti gli spazi, all’interno e/o attorno al macchinario, in cui una persona può essere esposta a un pericolo.
Collegato al concetto di zona pericolosa è il termine “Spazio Protetto” e “Mezzo di Protezione”. Definizioni secondo EN 12100
3.26 Mezzo di protezione: riparo o dispositivo di protezione
3.21 Protezione: misura di protezione che utilizza mezzi di protezione per proteggere le persone dai pericoli che non possono essere ragionevolmente eliminati dai rischi che non possono essere sufficientemente ridotti mediante misure di protezione integrate nella progettazione.
Le protezioni (per esempio interblocchi, tappeti sensibili, ripari fissi..) sono utilizzati per separare l’area sicura dalla zona di pericolo. 
Invece del termine “Zona di Pericolo”, il termine ora utilizzato e che sostituirà Zona di Pericolo è “Spazio Protetto”. 
Una delle prime norme ad adottare questo termine è stata la ISO 10218-2: 
3.13.3 Spazio Protetto: spazio definito dalle protezioni perimetrali
La definizione, che probabilmente sarà utilizzato nella nuova edizione della ISO 11161 (prevista nel 2020) e nella nuova edizione della ISO14119 (aspettata nel 2021) è la seguente
Spazio protetto: area o volume che racchiude una zona pericolosa dove i ripari e/o i dispositivi di protezione hanno la finalità di proteggere le persone.
La definizione è già utilizzata, in USA, da 2 nuove norme sui macchinari: B11.0 e B11.19. Di seguito la definizione nella B11.19.
3.71: Spazio protetto:  Il volume tridimensionale definite dal mezzi di protezioni.
Quindi, ci aspettiamo che il termine “Spazio Protetto - Safeguarded Space” sia adottato sempre di più nel campo della sicurezza macchine. Sfortunatamente, finoa quando una nuova edizione della ISO 12100 non sarà disponibile (non prima del 2025) ci sarà confusione nel mercato. Speriamo che questo breve articolo possa aiutare nel ridurre tale confusione.
 

Sicurezza nella robotica collaborativa

Non esiste un "robot collaborativo". Questa è una delle prime dichiarazioni di chi lavora nella robotica collaborativa. Il motivo è che un robot può essere progettato per un compito collaborativo, ma è l'applicazione che rende il "robot collaborativo". Lo standard di riferimento per l'applicazione collaborativa è ISO / TS 15066: 2016 - ROBOT E DISPOSITIVI ROBOTICI - ROBOT COLLABORATIVI Lo standard sarà incluso nella nuova edizione di 2 importanti standard sui robot: ISO 10218-1: Robotica - Requisiti di sicurezza per i sistemi robotizzati in ambiente industriale - Robot ISO 10218-2: R