EN 60204-1: Impedenza dell'Anello di Guasto

EN 60204-1: Impedenza dell'Anello di Guasto

Protezione mediante Interruzione

EN 60204-1: Impedenza dell'Anello di Guasto

Al Paragrafo 18.2 della norma EN 60204-1 "Verifica delle condizioni per la protezione mediante interruzione automatica dell'alimentazione", sono descritte due prove da eseguire sull'impianto:

  • Prova 1- Verifica della continuità del circuito equipotenziale di protezione;
  • Prova 2 - Verifica dell’impedenza dell’anello di guasto e idoneità del corrispondente
    dispositivo di protezione contro le sovracorrenti.

Le condizioni per la protezione mediante interruzione automatica dell’alimentazione, devono essere verificate attraverso gli elementi seguenti:

1) verifica dell’impedenza dell’anello di guasto tramite:

  • calcolo, oppure
  • misura

2) conferma che la regolazione e le caratteristiche del corrispondente dispositivo di protezione contro le sovracorrenti siano compatibili con i valori misurati/calcolati dell'impedenza dell'anello di guasto.

Nei sistemi TN la Prova 2, se eseguita tramite misura, è sempre preceduta dalla Prova 1.

Misura dell'Impedenza dell'Anello di Guasto

L'anello di guasto comprende quella porzione di circuito che parte dall'utilizzatore, passando per il PE raggiunge la sorgente e tramite il conduttore attivo ritorna all'utilizzatore.

La misura dell'impedenza dell'anello di guasto serve a verificare il corretto intervento dei sistemi di protezione da contatti indiretti. Lo scopo è di verificare che, a fronte di un guasto franco a terra, tale da mandare le masse dell'impianto in tensione (comportando un pericolo per la salute delle persone), la corrente che si instaura sia sufficientemente elevata. In questo modo si ha l'intervento tempestivo delle protezioni magnetiche sui conduttori di fase e quindi l'interruzione automatica dell'alimentazione.

Affinché la corrente di guasto abbia un valore adeguato, l'impedenza offerta dall'anello di guasto deve essere sufficientemente bassa. Per gli impianti di tipo TN, la norma EN 60204-1 prescrive quindi che venga eseguita la misura di questa impedenza tramite appositi strumenti chiamati loop tester, i quali devono essere conformi alla IEC 61557-3.

La prova deve essere svolta ponendo l'impianto in normali condizioni di funzionamento, pertanto gli elementi testati devono essere alimentati. Si collega lo strumento tra una fase dell'utilizzatore ed il PE della massa considerata. L'impedenza dell'anello di guasto così misurata deve essere a rigor di norma:

Z≤ 2U0/3Ia

Dove:

  • Zè l'impedenza dell'anello di guasto;
  • U0 la tensione di alimentazione nominale
  • Ia la corrente che causa l'apertura del dispositivo di protezione.

Come spiegato anche dalla norma, il coefficiente 2/3 serve a tener conto dell'aumento dell'impedenza per via dell'aumento di temperatura generato dall'elevata corrente di guasto: situazione che non si può ottenere durante la prova.

La prova va effettuata ai morsetti di ogni utilizzatore dell'impianto o prese a spina. Per carichi alimentati da inverter, è prassi eseguire la misura a monte dell'inverter.

Prestare attenzione poiché nella maggior parte dei casi si sta eseguendo un Lavoro Elettrico in Prossimità secondo la CEI 11-27. La persona che esegue la misura deve quindi essere stata riconosciuta "Idonea" dal Datore di lavoro ed è richiesto l'utilizzo di guanti dielettrici (si veda l'immagine qui sotto).

EN 60204-1 e l' Impedenza dell'Anello di Guasto

Misure dell'Impedenza dell'Anello di Guasto per motori sotto azionamento

EN 60204-1 e l' Impedenza dell'Anello di Guasto

Nel caso in cui i motori su cui effettuare la misura dell'impedenza dell'anello di guasto siano sotto azionamento la norma EN 60204-1 stabilisce che la misura deve essere eseguita sui terminali di alimentazione di tale azionamento. Il circuito a cui fare riferimento è mostrato nella figura a lato.

Where a power drive system (PDS) is used, the disconnection time for fault protection shall meet the relevant requirements of this Annex A at the incoming supply terminals of the basic drive module (BDM) of the PDS.

Il motivo di tale procedura, è legato al fatto che, se si eseguisse la misura direttamente sui terminali del motore, e quindi a valle dell'azionamento, i valori misurati risulterebbero fortemente influenzati dall'elevata impedenza interna dell'inverter.

Pur cambiando il punto in cui eseguire la misura, valgono le stesse prescrizioni descritte al precedente paragrafo per i motori connessi direttamente alla rete, ovvero che l'impedenza misurata deve essere:

Z≤ 2U0/3Ia

 

EN 60204-1 e l' Impedenza dell'Anello di Guasto

In figura a lato è mostrato un esempio di misura eseguita sui morsetti di alimentazione di un inverter.

Sicurezza nella robotica collaborativa

Non esiste un "robot collaborativo". Questa è una delle prime dichiarazioni di chi lavora nella robotica collaborativa. Il motivo è che un robot può essere progettato per un compito collaborativo, ma è l'applicazione che rende il "robot collaborativo". Lo standard di riferimento per l'applicazione collaborativa è ISO / TS 15066: 2016 - ROBOT E DISPOSITIVI ROBOTICI - ROBOT COLLABORATIVI Lo standard sarà incluso nella nuova edizione di 2 importanti standard sui robot: ISO 10218-1: Robotica - Requisiti di sicurezza per i sistemi robotizzati in ambiente industriale - Robot ISO 10218-2: R