IEC 60079‑1: Protezione Ex d - Custodie antideflagranti

Ultima modifica: 26/05/2026

La norma IEC 60079-1 definisce uno dei metodi di protezione più diffusi in ambito ATEX per apparecchiature elettriche installate in presenza di gas o vapori infiammabili: il metodo Ex d, ovvero la custodia a prova di esplosione.

Questo approccio si basa sul principio per cui l’apparecchiatura è contenuta all’interno di un involucro progettato per resistere ad un’eventuale esplosione interna e per impedire la propagazione della fiamma verso l’ambiente esterno, in modo da evitare la trasmissione dell’innesco all’atmosfera circostante.

La protezione Ex d non elimina il rischio di innesco all’interno dell’apparecchiatura, ma lo controlla e lo contiene. In particolare, la custodia è progettata per resistere alla pressione generata da un’esplosione interna, impedire la trasmissione dell’esplosione verso l’esterno e garantire che non si verifichi l’innesco dell’atmosfera circostante. Questo richiede involucri realizzati con materiali e soluzioni costruttive in grado di garantire elevata resistenza meccanica e stabilità nel tempo, anche in presenza di condizioni operative gravose.

Un ulteriore aspetto rilevante in questa tipologia di protezione è il ruolo dei giunti dell’involucro, progettati per consentire lo sfogo controllato dei gas generati dall’esplosione interna, raffreddandoli e impedendo così che possano innescare l’atmosfera esterna.

La protezione Ex d si inserisce nel più ampio sistema normativo della serie IEC 60079, che copre i diversi aspetti della sicurezza delle apparecchiature per atmosfere esplosive. In questo contesto, la IEC 60079-1 definisce i requisiti specifici per la progettazione e costruzione delle custodie a prova di esplosione, mentre altre norme della stessa serie disciplinano aspetti complementari, come i requisiti generali (IEC 60079-0), l’installazione (IEC 60079-14) e la manutenzione (IEC 60079-17). Le prestazioni della custodia Ex d vengono validate attraverso prove specifiche previste dalla norma tecnica, che verificano la capacità dell’involucro di resistere a un’esplosione interna e di impedirne la propagazione verso l’esterno.

Applicazioni e campo di utilizzo

Il metodo Ex d è utilizzato per atmosfere esplosive dovute a gas e si applica, in funzione del livello di protezione, alle seguenti zone:

  • Zona 1: tipicamente con livello di protezione EPL Gb (Ex db)
  • Zona 2: tipicamente con livello di protezione EPL Gc (Ex dc)

Con l’evoluzione della normativa sono stati introdotti anche livelli di protezione più elevati (Ex da), che in condizioni specifiche consentono l’utilizzo in Zona 0, sebbene tale applicazione resti limitata a particolari tipologie di apparecchiature.

Le apparecchiature Ex d sono ampiamente utilizzate in settori come l’industria chimica e petrolchimica, l’oil & gas e gli impianti di processo. Tipicamente includono motori, quadri elettrici, cassette di derivazione e apparecchiature con possibili fonti di innesco interne.

È importante sottolineare che il metodo Ex d è specifico per atmosfere esplosive dovute a gas e vapori, mentre per le polveri combustibili, il metodo equivalente è Ex t, definito dalle norme IEC 60079-31 e IEC 61241-1.

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