IEC 60079‑10-1: Normativa ATEX e CLASSIFICAZIONE LUOGHI CON PRESENZA DI GAS

Ultima modifica: 22/05/2026

La norma ATEX IEC 60079-10-1 tratta la classificazione dei luoghi dove possono manifestarsi pericoli associati alla presenza di gas o vapori infiammabili e può pertanto essere utilizzata come base per effettuare la corretta scelta ed installazione di apparecchiature per l’uso nei luoghi pericolosi.

La classificazione delle AREE ATEX è un metodo per analizzare e classificare l’ambiente dove si possono formare atmosfere esplosive per la presenza di gas o polveri, al fine di facilitare la corretta scelta, installazione e funzionamento delle apparecchiature da impiegarsi con sicurezza in tale ambiente. Tale classificazione considera anche le caratteristiche di accensione del gas o delle polveri, quali l’energia di accensione e la temperatura di accensione.
La classificazione dei luoghi ha due obiettivi principali:

  • la determinazione del tipo di ogni zona pericolosa, e
  • l’estensione della zona.

Nel determinare dove può manifestarsi un’emissione di gas o polvere infiammabile, è necessario considerare la probabilità e la durata dell’emissione, in relazione al grado di emissione. Per ciascun grado di emissione, sono valutati i fattori necessari per stabilire la base di partenza per valutare la presenza o meno di un’atmosfera esplosiva e per determinare eventualmente il tipo e/o l’estensione delle zone pericolose.

In precedenza, dato che la norma internazionale non dava una metodologia precisa, si utilizzava principalmente l’approccio descritto nella guida CEI 31-35.

Tra le novità introdotte dalla IEC 60079-10-1: 2020 Explosive atmospheres – Part 10-1: Classification of areas – Explosive gas atmospheres, vi è una metodologia descritta nell’allegato D per la stima delle zone pericolose. Tale metodologia, risulta più semplice di quella indicata nella CEI 31-35 (da tempo abrogata), ma allo stesso tempo può portare a risultati differenti, rendendo necessario un approccio più consapevole da parte del progettista.

Tale edizione è stata recepita in Italia a Ottobre 2023 come CEI EN IEC 60079-10-1: Atmosfere esplosive – Parte 10-1: Classificazione dei luoghi – Atmosfere esplosive per la presenza di gas.

Di seguito le principali novità rispetto all’edizione precedente:

  • l’esclusione dal campo di applicazione per i gas combustibili a bassa pressione non si legge più in art.1. Tale aspetto è ora trattato nell’art. 5.3.2. In sostanza, non è cambiato nulla.
  • la definizione di zona NE è più articolata ed include: limitazioni alla pressione di esplosione, limitazioni al calore emesso dell’esplosione, per gas con pressioni superiori a 10 barg è necessaria una valutazione dei rischi, e per gas con pressioni superiori ai 20 barg non si deve classificare zona NE a meno che una dettagliata valutazione dei rischi possa consentirlo.
  • è scomparsa l’indicazione sulla velocità minima da assumere all’interno dei luoghi chiusi, fissata dalla II Ed. a 0,05 m/s
  • non è più presente il coefficiente di sicurezza k nel calcolo della caratteristica di emissione utilizzata in figura D.1. Finalmente la norma consente approccio meno conservativo.
  • sono state riviste le formule da C.2 a C.6 per il calcolo delle portate d’aria
  • viene specificato che le distanze minime di classificazione riportate nel nomogramma D.1 sono pari ad 1 m
  • l’equazione di portata evaporante da pozza è stata corretta
  • la determinazione delle distanze a rischio di esplosione non è più realizzabile con il nomogramma in ambienti chiusi a bassa e media diluizione
  • le Guide CEI 31-35:2012 e CEI 31-35/A:2012 non sono più citate nell’allegato K, EN IEC 60079-10-1:2021 (Regolamenti industriali e norme nazionali; tuttavia, la Guida CEI 31-35 è citata in bibliografia).

Classificazione delle Zone secondo IEC 60079-10-1

Il metodo previsto dalla norma si basa sull’analisi delle singole sorgenti di emissione. In primo luogo, è necessario identificare tutte le possibili sorgenti di rilascio di sostanze infiammabili presenti nell’impianto. Per ciascuna di esse devono essere determinati il Grado di emissione, la Portata e le Condizioni di rilascio.

La normativa ATEX EN 60079-10-1 distingue tre Gradi di emissione della sorgente:

  • grado di emissione continuo [3.4.2]: emissione continua oppure è prevista avvenire frequentemente o per lunghi periodi. NOTA: Entrambi i termini “frequentemente” e “lunghi” descrivono una probabilità estremamente elevata di una potenziale emissione. A tale proposito, questi termini non devono essere necessariamente quantificati;
  • grado di emissione primo [3.4.3]: emissione che può essere prevista avvenire periodicamente oppure occasionalmente durante il funzionamento normale;
  • grado di emissione secondo [3.4.4]: emissione che non è prevista avvenire nel funzionamento normale e, se essa avviene, è probabile accada solo poco frequentemente e per brevi periodi.

Successivamente si procede con la valutazione della ventilazione, considerando sia le condizioni naturali sia eventuali sistemi di ventilazione forzata. La ventilazione influisce direttamente sulla capacità di diluizione del gas e quindi sulla probabilità di formazione di una miscela infiammabile.

Si analizza poi il grado di diluizione, che rappresenta la capacità dell’ambiente di ridurre la concentrazione del gas. In funzione di tale capacità, si distinguono condizioni di diluizione alta, media o bassa.

Infine, un ulteriore parametro da considerare è la disponibilità della ventilazione, ovvero la probabilità che le condizioni di ventilazione siano effettivamente presenti durante il funzionamento dell’impianto.

In base a:

  • Grado di Emissione della Sorgente
  • Efficacia della Ventilazione
  • Tipo di Diluizione
  • Disponibilità della Ventilazione

si determina il tipo di zona ATEX (Tabella D.1 – Zone in relazione al grado di emissione e all’efficacia della ventilazione).

Le zone sono riconosciute come: Zona ATEX 0, Zona ATEX 1, Zona ATEX 2 e luogo non pericoloso. Dove le zone ATEX originate da sorgenti di emissione adiacenti si sovrappongono e presentano una classificazione diversa, nel luogo di sovrapposizione sarà applicato il criterio di classificazione più severo. Dove le zone di sovrapposizione sono della stessa classificazione, si applicherà normalmente questa classificazione comune.

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