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Consulenza / Rischio Scariche Atmosferiche

Norma EN 62305 e Rischio Scariche Atmosferiche

Analisi del Rischio da Scariche Atmosferiche e realizzazione Parafulmini

Nel 1752 l‘inventore americano Benjamin Franklin scoprí, durante un esperimento molto pericoloso con un aquilone, che il fulmine è una scarica elettrica.
Oggi sappiamo che il fulmine può scaricarsi tra una nuvola ed il terreno (fulmine a terra, fulmine discendente), tra terreno e nuvola (fulmine ascendente) oppure tra nuvola e nuvola. La maggior parte delle scariche atmosferiche rilevate sono i cosidetti „fulmini discendenti negativi“: questo tipo di scarica viene causata dalla differenza fra la polarità negativa della nuvola e la polarità positiva del terreno. Con questa scarica il flusso della corrente avviene dal terreno verso la nube.
La natura aleatoria del fulmine, definita solamente da valori statistici, costringe a progettare e dimensionare l‘impianto di protezione in modo tecnicamente corretto, altrimenti il pericolo di danni può essere aggravato.
La soluzione efficace contro gli effetti delle fulminazioni consiste sia nella protezione esterna mediante parafulmine (LPS esterno), sia in quella interna (LPS interno), secondo la Norma CEI EN 62305 (class. CEI 81-10).
Lo scopo dell‘LPS interno è di evitare differenze di potenziale tra i vari punti dell‘impianto, mediante l‘equipotenzialità sistematica di tutti i corpi metallici e dei conduttori attivi tramite scaricatori.
L‘inserzione di SPD nei diversi sistemi di distribuzione deve tenere però conto delle misure adottate per la protezione dai contatti indiretti delle persone e delle esigenze di garantire, per quanto possibile, la continuità d‘esercizio. Si fa presente che nelle reti TT, per raggiungere un‘adeguata sicurezza è comunemente diffuso il relè differenziale, ma con l‘inserzione di SPD spesso si verificano aperture intempestive che non garantiscono più la continuità d‘esercizio.

 

La "storia" normativa della verifica del rischio di fulminazione da scariche di origine atmosferica parte, in Italia, con la pubblicazione nel 1995 della Norma CEI 81-1- "Protezione di strutture contro i fulmini" e nel 1996 della Norma CE181-4 - "Valutazione del rischio dovuto al fulmine". "tipo di approccio contenuto, per quanto semplificato rispetto a quanto attualmente in vigore, costituisce la base per le evoluzioni normative successive.

Nell'aprile 2006 viene pubblicata la prima edizione della norma EN 62305, che subisce la prima modifica con la Variante V1del 2008. La prima edizione rimane in vigore fino a11°dicembre 2013, data da cui decorre la seconda edizione della Norma. Tra la prima e la seconda edizione i cambiamenti principali riguardano l'analisi del rischio (CEIEN62305-2) e la scelta ed installazione degli SPD(CEIEN623054).
 

Nel dettaglio il corpo normativo è costituito dalle seguenti parti:

  • EN 62305-1: "Protezione contro i fulmini. Principi generali". Contiene le informazioni relative al pericolo da fulmine, alle caratteristiche del fulmine ed ai parametri significativi per la simulazione degli effetti prodotti dai fulmini. 
  • EN 62305-2: "Protezione contro i fulmini. Valutazione del rischio". La valutazione si basa su un'analisi dei rischi stessi al fine di stabilire per prima cosa la necessità di protezione contro i fulmini. Viene stabilita la misura di protezione ottimale dal punto di vista tecnico ed economico. Infine viene determinato il rischio residuo rimanente.
  • EN62305-3: "Protezione contro i fulmini. Danno materiale alle strutture e pericolo per le persone". Tratta della protezione di edifici e persone dai danni materiai e dal pericolo di morte, che potrebbero essere causate dall'effetto della corrente di fulmine oppure da scariche pericolose. 
  • EN 62305-4: "Protezione contro i fulmini. Impianti elettrici ed elettronici nelle strutture". Tratta la protezione degli edifici contenenti sistemi elettrici ed elettronici dagli effetti dei disturbi elettromagnetici (LEMP) prodotti dai fulmini.
     

Nel 2014 vi è un'altra evoluzione di enorme rilevanza: si abbandona il "vecchio" modello usato fin dalla nascita della Norma in base al quale l'Italia sarebbe suddivisi bile in 3 tipologie di aree a seconda della densità annua di fulmini al suolo per km2 (parametro NG - principale indicatore dell'attività temporalesca), e si stabilisce che il parametro NG debba essere ricavato caso per caso in base alle coordinate GPS della struttura oggetto di valutazione. Questo perchè sono in funzione da anni le moderne reti di rilevamento strumentale e di localizzazione dei fulmini diffuse in tutti i paesi industrializzati. 
 

Una fulminazione diretta su una struttura, nei pressi di una struttura, o diretta su un servizio (es. linea tele- fonica, linea di energia, ecc.) oppure entrante in una struttura o nei pressi di un servizio entrante in una struttura può comportare delle perdite. La Norma classifica le perdite in: 

  • L1: perdita di vite umane
  • L2: perdita di servizio pubblico 
  • L3: perdita di patrimonio culturale insostituibile 
  • L4: perdita economica

La misura della probabilità di una perdita è il rischio. I rischi possono essere: 

  • R1: rischio di perdita di vita umana;
  • R2: rischio di perdita di servizio pubblico; 
  • R3: rischio di perdita del patrimonio culturale insostituibile; 
  • R4: rischio di perdita economica.

Per ciascun rischio, tranne che per il rischio R4- perdita economica -, la Norma stabilisce delle "soglie di accettabilità": 

  • se al termine della valutazione il rischio calcolato è inferiore alla relativa soglia di accettabilità, allora la struttura è da considerarsi protetta;
  • viceversa, se il valore calcolato è superiore, è necessario porre in atto delle misure di protezione ulteriori tali da ricondurre il valore al di sotto del limite normativo.
     


L'articolo 80 del D.Lgs 81/08 obbliga il Datore di Lavoro a prendere "le misure necessarie affinché i lavoratori siano salvaguardati dai tutti i rischi di natura elettrica connessi all’impiego dei materiali, delle apparecchiature e degli impianti elettrici messi a loro disposizione ed, in particolare, da quelli derivanti da ....fulminazione diretta ed indiretta".
A questo obbligo si assolve facendo eseguire un'analisi del rischio da scariche atmosferiche, a seguito del quale si evidenzia la necessità o meno della realizzazione di un parafulmine (LPS esterno) o di protezioni elettriche integrative (LPS interno).


 
GT Engineering esegue l'Analisi del Rischio da Scariche Atmosferiche secondo la normativa EN 62305 eseguendo, se necessario, la progettazione del Parafulmine (LPS esterno) come pure la progettazione dell'LPS interno.